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Al Palazzo della Marra di Barletta “Art is a medusa” del grande Jan Fabre

1 Dic 2012 | Nessun Commento | 1.832 Visite
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Art is a medusaIl cavaliere della bellezza Jan Fabre arriva in Puglia e inonda con il suo blu le sale del Palazzo della Marra di Barletta in un’importante retrospettiva a lui dedicata, primo incontro con il contemporaneo della pinacoteca Barlettana.
Art is a medusa, questo il titolo scelto per la mostra inaugurata ieri dallo stesso Jan Fabre e in programma alla Marra fino al 28 febbraio, è una nuova tappa di Intramoenia Extra Art/Watershed, complesso progetto che mette in rete la Puglia con il Nord Europa attraverso l’arte contemporanea nelle sue diverse declinazioni, dalle arti visive al teatro-danza, passando per l’architettura e la video art.
Classificatosi primo nel programma Cultura UE per il 2012, e sostenuto da Regione Puglia, Provincia BAT e Comune di Barletta, il progetto organizzato dall’Associazione Eclettica e curato da Giusy Caroppo, ha fra i suoi partner internazionali proprio Troubleyn, teatro-laboratorio del maestro fiammingo dedicato alla performing art. Una collaborazione che conferma il profondo legame di Fabre con la Puglia, terra in cui torna dopo la presenza a Trani e a Monte Sant’Angelo, sempre per Intramoenia Extra Art, e in cui nel 2008 è stato e insignito del Premio Pino Pascali.
L’arte è insidia e bellezza per Fabre. Come una medusa è potente mezzo incantatore e materia urticante allo stesso tempo. Una contraddizione che attraversa e ispira tutta la produzione dell’artista belga, multiforme e geniale protagonista dell’arte contemporanea mondiale che spazia fra installazione, disegno, teatro, abitando ogni linguaggio espressivo.
La mostra barlettana si sofferma sulle opere appartenenti al “Ciclo blu” offrendo un equilibrato alternarsi di film, cibachrome e disegni per lo più realizzati tra il 1986 e il 1992, provenienti da varie collezioni, tutti realizzati usando la penna a sfera blu.
Art is a medusaL’Heure Bleue, il rapido e sfuggente passaggio cromatico fra il giorno e la notte che ha ispirato artisti di ogni tempo, diventa nella interpretazione di Fabre emblema della sua stessa concezione dell’arte: una continua lotta contro la morte, contro il definitivo, una ricerca che pone al centro della sua stessa ragione d’essere la metamorfosi.
Un’ossessione per la creazione, quella di Fabre, come suggerisce Alberto Fiz, direttore del Museo MARCA di Catanzaro ospite del gallery tolk di apertura con l’artista che ha visto fra gli altri partecipanti anche l’Assessore Regionale Silvia Godelli, la direttrice del Museo Pino Pascali Rosalba Branà, la curatrice Giusy Caroppo, il project manager Aldo Torre, il regista Gianpiero Borgia e la direttrice scientifica della mostra Barbara de Coninck.
Nelle texture intessute dalla sua bic blu, l’immaginario visionario di Fabre prende la forma di creature in continuo mutamento, animali, ibridi, elmi che si trasformano in pesci, fino all’apoteosi delle spade nei disegni di grande formato. Torna, anche in questo sguardo sulla produzione meno recente, la centralità del suo stesso corpo, qui intrappolato sulla carta attraverso le lacrime che bagnano schizzi tratteggiati a matita.

Attraverso le lacrime il progetto espositivo si lega al percorso teatrale, altro tassello di questo tappa del progetto dedicata a Fabre, che ha avuto come motivo lo studio del suo testo L’Histoire des larmes. Affidato a Gianpiero Borgia e alla sua Compagnia delle Formiche il testo è stato ispirazione per un lavoro di teatro danza che ha avuto come tappa fondamentale della sua genesi la residenza Anversa del regista e dei cinque danzatori coinvolti, ospiti del teatro laboratorio Troubleyn. Ne è nato un progetto cross-mediale che, partendo da due giornate di performance urbane nella città di Barletta, ha preso forma in un lavoro di video danza in esposizione fino al 28 febbraio nel Palazzo della Marra.
“La puglia è il giardino incantato dell’Italia” dice Barbara de Conik, ed è ancora la Puglia che Fabre e il suo staff hanno scelto come sede di un ambizioso progetto annunciato durante la serata che vedrà come protagonista il castello di Monopoli. Il maniero che ha conquistato l’artista per la sua posizione al limite fra terra e mare, diventerà favola vivente, impacchettato da una carta da parati coperta dal blu delle biro grazie al coinvolgimento di tutti i pugliesi che vorranno prendere parte a questo grande progetto collettivo. Un’idea ambiziosa che potrà realizzarsi solo grazie all’intervento di sponsor privati che vorranno sostenerla, assieme alle istituzioni che già accolgono le intenzioni di Fabre.
E se l’arte come lo stesso artista annuncia “è espressione di libertà che deve aprire l’immaginazione e curare le ferite della mente e dello spirito delle persone” ci auguriamo che la favola di Fabre possa tornare ad invadere la Puglia.

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