English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
Al Museo Marca di Catanzaro sino al 31 agosto la retrospettiva dedicata a Giosetta Fioroni

24 Lug 2016 | Nessun Commento | 901 Visite
Di:
Print Friendly, PDF & Email

gf2Dai lavori astratti alla figurazione fino alla riflessione politica e alla rivisitazione delle fiabe, la prima produzione pittorica di Giosetta Fioroni, realizzata tra la fine degli anni ‘50 e i ‘70, è al centro di una grande mostra allestita dal 5 giugno al 31 agosto negli spazi del Museo Marca di Catanzaro. Esposte 70 opere, tra tele e carte d’argento, che ripercorrono uno dei momenti cruciali della genuina ispirazione di questa artista, protagonista indiscussa della pop art italiana ed esponente di punta della scuola di Piazza del Popolo.

Con il titolo ‘Giosetta Fioroni. Roma anni ‘60’, la retrospettiva dedicata agli esordi della grande pittrice è dunque anche un’occasione per rivivere una indimenticata stagione dell’arte italiana, nell’immediato dopoguerra di nuovo al centro del mondo e ricca di stimoli e suggestioni. Realizzata in collaborazione con la Fondazione Rocco Guglielmo, l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, la Fondazione Zoli, l’associazione culturale Spirale d’Idee e l’associazione culturale Accademia, l’importante esposizione è stata curata da Marco Meneguzzo, Piero Mascitti ed Elettra Bottazzi (Archivio Giosetta Fioroni), che hanno selezionato opere straordinarie e preziosa documentazione. A partire da quella proveniente dall’Archivio Fioroni, comprendente i bozzetti de ‘La Spia Ottica‘, la performance che inaugurò nel 1968 il festival Il Teatro delle Mostre, i disegni degli abiti di scena per la ‘Carmen’ diretta da Alberto Arbasino nel 1967 al Teatro Comunale di Bologna, i film in Super8 e 16mm del 1967, nonché le illustrazioni per le copertine di libri.

La rassegna si apre con le opere prodotte a cavallo tra la fine del 1950 e il 1960,gf3 caratterizzate da quell’estrema leggerezza e freschezza di toni che ritorneranno anche in momenti successivi del percorso artistico della Fioroni. Lavori come ‘Galeon’ (1959), ‘Il segreto in azione‘ (1959-1960), ‘Laguna‘ (1960), ‘Interno con freccia rossa‘ (1960), ‘La lampadina‘ (1960), ‘L’amour’ (1962), ‘Interno famigliare‘ (1963), ‘L’orologio‘ (1963) sono un accumulo apparentemente indistinto di oggetti, immagini, simboli, cuori, labbra, frammenti di parole, numeri, su uno sfondo quasi piatto che li costringe a una relazione serrata.

E’ invece del ‘63-’64 la svolta della figurazione, quando la Fioroni partecipa alla Biennale di Venezia in diretto confronto con Franco Angeli, Tano Festa, Titina Maselli. Nella composizione, sparisce l’accumulo di segni e immagini per lasciare posto a fotogrammi affiancati e sovrapposti, come in ‘Cosmesi‘, che segna l’avvio di questo periodo. Ecco quindi le tele accostate le une alle altre che rafforzano il senso di sequenza, di narrazione, di sviluppo nel tempo, come ne ‘L’incubo‘ (1964), ‘Ragazza Tv’ (1964), ‘Doppio Liberty’ (1964-1965), ‘Villa R’ (1965), ‘Ragazza a villa R’ (1965) o nel ritratto di Goffredo Parise, lo scrittore vicentino che diviene suo compagno di vita per oltre un ventennio.

In questa fase, l’artista sceglie quale cifra distintiva il colore argento che caratterizza i suoi lavori fino al ‘67. Sono anni in cui sperimenta nuovi soggetti, spinta anche dal vento della contestazione che la porta ad affrontare temi politici, insinuati nella sua poetica attraverso gfla dimensione della memoria personale. Le maggiori suggestioni arrivano dall’infanzia, come raccontano in mostra opere quali ‘Bambino solo‘ (1968) o ‘Obbedienza‘ (1969), ‘Autoritratto a nove anni‘ (1966), nonché l’ampio ciclo ispirato alle fiabe: ‘La guardiana delle oche‘ (1969), ‘La bella addormentata nel bosco‘, ‘Rosaspina‘ (1969-1970).

Il percorso espositivo si chiude idealmente con ‘Grande freccia‘, che indica la casa in campagna, a sancire l’abbandono della mondanità che aveva caratterizzato, fino ad allora, la sua vita. Con Goffredo Parise decide infatti di lasciare Roma per ritirarsi a Salgareda, un paesino sul Piave. Nell’opera, una piccolissima casetta sull’orizzonte viene evidenziata da una gigantesca freccia segnaletica, che, quasi una stella cometa sopra la sua nuova capanna, ribadisce una svolta, un’intima scelta.

.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

CASHBACK WORLD
il mondo visto di traversa
per vie traverse
Sinestesie Mediterranee
LSD webradio
Coming Soon

LSD television
Coming Soon

per vie traverse
Per Informazioni
E-Mail: info@lessonnumper1.it

Categorie