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Al Festival internazionale di Abu Dhabi tra novità cinematografiche e grandi nomi

9 Ott 2009 | Nessun Commento | 2.147 Visite
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abu-dabhiHa aperto i battenti ieri per concludersi il 17 ottobre la nuova edizione del Festival internazionale di Abu Dhabi, da quest’anno diretto da Peter Scarlet, fino allo scorso anno demiurgo del Tribeca Film festival voluto da Robert de Niro nella sua New York.

Sarà il calcio d’inizio di una singolare disfida festivaliera che in due mesi esatti vedrà  sfidarsi i tre emirati arabi del Golfo Persico a caccia della palma d’oro per l’evento leader del Medio oriente nel settore audiovisivo. Infatti il 29 ottobre (e fino al 1 novembre) toccherà a Doha nel Qatar scendere in campo con una propria rassegna inaugurata dal film di Mira Nair Amelià e firmata dal nuovo general manager del Tribeca, Geoffrey Gilmore, sbarcato a New York dopo essere stato direttore del Sundance Festival agli ordini di Robert Redford. Infine il 9 dicembre (per concludersi il 16 ottobre) ecco arrivare il festival di Dubai, che per la sua sesta edizione garantisce omaggi, finanziamenti, anteprime e un gruppo direttivo internazionale tutto nuovo capeggiato da Sheila Whitaker, già  fondatrice del Festival di Londra.

Anche sul Golfo Persico la sfida sarà senza esclusione di colpi ripetendo, nel settore audiovisivo, una competizione già al calor bianco nel campo della cultura (con il Louvre e il Guggenheim che sbarcano ad Abu Dhabi in competizione con lo storico Museo di Dubai), dello sport e del turismo. Con queste premesse il cartellone del Festival di Abu Dhabi era atteso con particolare curiosità e non tradisce le attese. Infatti, a fianco di una nutrita selezione mediorientale (essenziale per vincere la partita sul piano locale) e impreziosita da alcuni titoli egiziani come ‘Al Mosafer’ con Omar Sharif, siriani, iraniani, libanesi, sono le anteprime internazionali a destar sensazione. Si comincia con l’attesissimo Oceani col quale il regista Jacques Perrin (antica conoscenza del cinema italiano per cui fu attore negli anni ’60 e poi acclamato autore del ‘Popolo migratore) rende omaggio alla vita segreta del mare con un vero e proprio kolossal documentario. Il film è atteso in pompa magna all’apertura del Festival di Tokyo, ma in realtà avrà il suo vero battesimo tra le sabbie del deserto. Si continua con l’epico «film di spada» cinese ‘The Warrior and the Wolf‘ di Tina Zhuang Zhuang (che, dopo Abu Dhabi, si vedrà in una proiezione di gala al festival di Roma come la trilogia poliziesca ‘Red Riding’); ‘L’affaire Farewell‘ di Christian Carion con Emir Kusturica (appena uscito in Francia con grande clamore), il nuovo film di Robert Rodriguez ‘Shorts’. Molti poi i successi già «battezzati» nei grandi festival di stagione, da ‘The Informant’ di Soderbergh a ‘Capitalism’ di Michael Moore, da ‘Honeymoons’ di Goran Paskaljevic a ‘The September Issuè di R.J.Cutler. Ma il fenomeno pi— curioso è che una parte della selezione di Abu Dhabi si ritrover…, in nome del principio dell’intenso sfruttamento, anche nel programma di Doha, tre settimane dopo, con l’aggiunta di qualche titolo di altrettanto richiamo come il nuovo film dei Coen e l’ultimo lavoro di Jane Campion.

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