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‘Adrian Thaws’: ecco il nuovo interessante lavoro di Tricky

21 Ott 2014 | Nessun Commento | 849 Visite
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download-(2)Evitare le ripetizioni e scansare gli stereotipi quando si tocca l’argomento Tricky non è semplice.
Ogni sua produzione avoca notevole attenzione mediatica, ma nonostante il tangibile rischio di reiterazione narrativa torna utile focalizzare quell’urgenza che ha determinato la genesi, il processo creativo e il relativo contenuto della nuova uscita discografica del musicista inglese.
Adrian Thaws è titolo dell’album che corrisponde al nome anagrafico dell’artista. Una scelta che, stando alle dichiarazioni, tenta di mettere in luce una sincerità estetica solo in parte manifestata prima d’ora. Alcuni fatti supportano la confessione diffusa in maniera virale dal comunicato stampa. Ideazione, prima stesura, perfezionamento e incisione delle tredici tracce sono capitoli avvenuti in successione sotto il totale controllo di Adrian, nell’alveo confortevole del suo studio casalingo e con la marchiatura su disco della False Idols (etichetta discografica di sua creazione). Prove, più che indizi, circa una rivendicazione di autonomia fortemente cercata e ottenuta. Una produzione in piena libertà che dovrebbe aver galvanizzato l’uomo e riconsegnato smalto alla creatività anarchica dell’artista.
Adrian Thaws, in effetti, non lesina sprazzi di genialità tipici dei lavori migliori di Tricky e traluce attraverso le numerose collaborazioni. Per quantità e qualità vanno menzionate le prove di Francesca Belmonte, che apporta eleganza nelle parti vocali, e Bella Gotti che mette “fuoco in petto” in due episodi cardine del tracklisting. L’ausilio delle altre guest sembra voler accrescere un sovversivismo già stabilito in partenza, in nome di quella libertà incardinata tout court nel progetto.
Certo, Trichy non rinnega i suoi trascorsi e anche questa volta rigenera uno stile che ha fatto scuola. L’immancabile mash-up si dispiega tra trip hop, reggae, rural blues, lounge e rap formando un’onda elettronica che trasporta tra diverse atmosfere; tra dimensioni morbide che s’infrangono su ritmi frastagliati e abrasivi. Dalla torbida Nicotine Love (feat. Francesca Belmonte) all’hip hop sboccato e stradaiolo di Gangster Chronicle (feat. Bella Gotti) fino al mix tra personalismo e attualità di My Palestine Girl, parabola dall’alto potenziale impattante che non centra ma scalfisce il bersaglio.
Adrian Thaws non è perfetto e non contempla brani capaci di competere con hit composti negli anni in cui Tricky era la novità capace di plasmare un vero e proprio fenomeno musicale. Non aggiunge novità clamorose a quanto già pubblicato dal mezzosangue di Bristol, ma con tutta evidenza ne certifica la classe atipica, rafforzando la tesi che occorre essere liberi da vincoli per ottenere indulgenza dagli dèi della creatività.

 

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