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Acomeandromeda. L’esordio discografico tra passato e futuro del rock

25 Gen 2012 | Nessun Commento | 1.205 Visite
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Acomeandromeda“Il sole è la stella del giorno che dà cecità, per questo io amo la notte che di stelle ne ha a sazietà…”
Si annuncia così il primo album degli Acomeandromeda, presentato ieri presso la libreria Laterza: poetico e letterario, esso costituisce un raffinato “manufatto”, prezioso per la scelta ardita del gruppo di cantare in italiano e per la volontà di riferire ogni brano alla propria urgenza espressiva.
Michele Manghisi (batteria), Matteo Tanzi (basso), Andrea Manghisi (chitarre), Willy Elefante (voce, tastiere e piano) e Vito Indolfo (voce e flauto) hanno parlato della loro opera – prima insieme a Michele Casella, giornalista e critico musicale, Lino Aulenti, critico cinematografico e Francesco Notarangelo della Piccola Bottega Popolare.
Casella ha subito sottolineato l’attenzione alla scrittura degli Acomeandromeda; si tratta infatti di veri e propri piccoli poemi, di testi ragionati, da leggere ancor più che da ascoltare, sempre meno frequenti nel panorama musicale italiano, spesso invaso da testi scialbi. Non va sottovalutata anche la prova strumentale che, da una performance in acustico realizzata in libreria, ha dimostrato ottime qualità musicali. E, se ad un primo ascolto, viene naturale pensare al genere progressive, andando avanti nell’ascolto dell’album ci si imbatte in un rock autentico, nel quale risultano chiari i riferimenti ai Marlene Kuntz e agli Afterhours di Germi (1995), il primo album cantato in lingua madre dopo tre produzioni in inglese. Ma non solo, la tipologia della voce di Indolfo fa pensare anche alla versione migliore dei Negroamaro. Questo album, “Occhio comanda colori”, risulta pertanto essere una sorta di amalgama, un puzzle tra musica anni ’70-’90 e melodie sia colte sia popolari. Inoltre, come ha fatto notare Casella, questa prima prova risulta essere ben curata ed organizzata nel minimo dettaglio, con un progetto grafico concepito con unitarietà che mostra “fanta-scientificamente” ogni organo del corpo umano, con la copertina ricca di richiami cinematografici e la tradizionale traccia fantasma.

AcomeandromedaAulenti ha invece sottolineato l’origine letteraria del nome del gruppo: “A come Andromeda” è un romanzo di fantascienza, scritto a quattro mani da Fred Hoyle e John Elliot nel 1962 e di cui la Rai, negli anni ’70, ha realizzato uno sceneggiato televisivo. La scelta del nome definisce la presa di posizione individualistica dei cinque musicisti, originari di Castellana Grotte, che diventano, come ha sottolineato lo stesso Indolfo, “occhio meccanico” sulla contemporanea società umana, ponendosi come uno specchio riflettente o, ancor meglio, come lente d’ingrandimento.
Prima di passare la parola a Notarangelo, la band ha eseguito “Regina del mio io”, omaggio alla musa ispiratrice, che altro non è se non un’immaginaria regina alla quale ogni artista si richiama per il proprio processo creativo.
Francesco Notarangelo è intervenuto per la Piccola Bottega Popolare, un’associazione culturale che ha iniziato con la produzione del disco del proprio gruppo musicale e poi ha trasformato la passione in una vera e propria attività. Ha raccontato che, proprio dopo un live degli Acomeandromeda ad Alberobello, la band ha deciso di registrare il disco con la nascente casa di produzione. Inoltre la casualità ha voluto che, una volta terminato e pronto il disco, Puglia Sounds avesse promosso un bando per la promozione di nuovi progetti discografici e quindi la realizzazione di “Occhi comanda colori” è stata possibile anche grazie al contributo del programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale.
La presentazione si è conclusa con un altro pezzo degli Acomeandromeda, “Il Pastrano nero”, che ha confermato, ancora una volta, che si tratta di un disco visivo, come sottolinea Indolfo: “Ancor prima delle parole è da immagini che è nato l’album; queste ultime, poi, si sono concretizzate in testi”.
Quanto a futuri concerti, l’anteprima che doveva svolgersi il prossimo 27 gennaio ad Alberobello è saltata a seguito della mancanza di Giuseppe Girolamo, il musicista trentenne di Alberobello disperso nel naufragio della Costa Concordia. La Piccola Bottega Popolare, come ogni etichetta indipendente, è tuttora alla ricerca di un’agenzia di booking, così da poter definire le date e partire con un tour estivo.
Non resta che augurarsi che gli Acomeandromeda rimangano fedeli alla loro “Tupatuttuttutu”, il cui testo suona come un invito a rimanere se stessi: “Noi saremo come noi/e forse un po’ di più/Noi saremo come puoi/e forse non lo sai,ma questa è una virtù..”.

Foto di Tatiana Branca

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