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Abruzzo: L’ironia, la medicina che può aiutare

20 Ago 2009 | Nessun Commento | 1.264 Visite
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AbruzzoMentre la Strega pare non abbia ancora voglia di placarsi del tutto; e L’Aquila – con i suoi cittadini – aspetta sempre nuovi aggiornamenti sulle questioni dell’agibilità degli immobili e della costruzione delle casette in legno; la Dama bianca e l’area tutt’intorno, una tra le più estese e preziose d’Europa, aspetta lì ansiosa che le genti arrivino da ogni luogo per ammirare i suoi paesaggi montani, costellati da borghi antichi, siti archeologici, chiesette rupestri, eremi e grotte. Una natura che – ricca di foreste, sorgenti, cascate, praterie, altopiani, vertiginose creste e impressionanti pareti rocciose – va vista ora più che mai come benigna. Un’immensa risorsa, fatta anche di artigianato, produzioni tipiche, enogastronomia e folklore, da tutelare e valorizzare.

Nonostante ci sia ancora in natura questo ben di Dio per alcuni aquilani è davvero dura e riescono ad andare avanti solo nella fede in cui cercano di trovare consolazione. Affermano che ora sarebbe il momento per tutti  “di rimboccarci ancora di più le maniche – ché mai come ora siamo stati una così grande famiglia che ha bisogno gli uni degli altri – per coordinare tutte le comunità in difficoltà ”.

Non è facile, però, aiutarsi gli uni con gli altri, infatti abbiamo notato che in alcuni campi, maggiormente in quelli gestiti dalla protezione civile, nonostante il terremoto in qualche modo livelli le differenze sociali, in questa fase iniziano a riemergere alcuni aspetti legati a chi ha più risorse non solo economiche, ma anche sociali e culturali. Così il fatto che alcune persone possano attivarsi autonomamente, per comprare le casette di legno o trovare una sistemazione alternativa alla tenda, non fa altro che inasprire la situazione. A questo si aggiungono la percezione che gli aiuti non siano equi e la paura che prima o poi i volontari andranno via e si verrà lasciati completamente da soli. Nei campi spontanei,  invece,  la situazione è un po’ diversa,  forse perché c’è un livellamento molto più equilibrato e una libera scelta dei propri “coinquilini”.

Giovani&CanzoniUn caso di campo spontaneo è rappresentato da Pettino (frazione de L’Aquila), in cui molti decidono di non allontanarsi dal proprio paese e dalla propria tenda, come Caterina che continua ad essere presente nella propria comunità parrocchiale per fare il servizio in mensa e per dare una mano in qualsiasi situazione. Capelli neri ricci, risata possente, carattere deciso, testa sulle spalle che la fa decidere di andare avanti senza scappare dalle difficoltà. Potrebbe andare a Roma a vivere, ma invece sceglie di restare sotto il caldo cocente dei tendoni, asfissiante nonostante i condizionatori e i teloni parasole, per studiare: imperterrita dà esami (in luoghi adibiti per l’occorrenza da un’università un po’ fantasma) e a soli tre, che la separano dalla laurea in Ingegneria edile, è preoccupata perché teme, conoscendo il nostro Paese, che un domani si possa pensare che “i laureati de L’Aquila – quelli del dopo-terremoto – abbiano avuto degli sconti per ottenere il tanto agognato titolo”. Cate, come a volte la chiamano gli amici per abbreviare, si prende qualche pausa per chiacchierare con la sorella Elide e con le amiche Alessia e Annalisa. In una di queste sieste, insieme a Luigi e a Fabrizio, le quattro pettinesi buttano giù un divertente testo sulle note della canzone “Sincerità”: la loro simpatica parodia, con qualche parola in gergo abruzzese, è titolata “Agibilità”,  vi alleghiamo il testo.

AGIBILITA’ 

Me sto a jelà
Ecco in tenda non ce se po stà
Alle sette te ne tà scappà
A casa vojio retornà

Vojo rientrà
A casa proprio non se pò tornà
Ricordi quella palazzina là?
Quattro o cinque piani fa

La scossa c’è stata davvero,
Giuliani era stato sincero,
nessuno gli dava ragione,
e adesso ceniamo in tendone
montare e smontare le tende,
le suore so tutte contente,
le file per le lavatrici,
nei sebach caghiamo felici…

…ed io…so scappato in mutande,
e tu…dormi insieme a don dante,
lavarsi…ogni due settimane,
le file per farsi censire,
dalla protezione civile…

che tengo fa,
scoprire i pilastri deboli,
e rinforzare i muri instabili…
puntando all’agibilità…

….sento tremà…
Tanto la tenda non se pò cascà,
speriamo che st’inverno non sto qua,
se no sai che freddo farà…

…avevo una casa carina,
con bagno soggiorno e cucina,
adesso è tutto un ambiente,
da dentro si vede la gente…
guardando le case di tutti,
facciamo 2000 progetti,
la casa la voglio di legno
speriamo non scoppi un incendio…

guarda un po’  là
e mò Giggino che se stà a ‘nventà…
mò pure l’orto ce ta fa zappà…
quanta insalata da capà…

il contributo è mio!
E vai non pago io…
E Silvio piano piano da domani ci rimborserà..
Bertolaso fa da sé
È solo lui il Re
Di questo terremoto senza fine!

Ma smetterà…
Sulla costa se ne stanno a andà,
ma prima o poi dovranno ritornà…
ricostruiremo ‘sta città…

RICOSTRUIREMO LA CITTA’!!!

(nella foto Alessia che suona)

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