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A spasso nel tempo tra le più belle città d’arte della Pianura Padana

18 Feb 2015 | Nessun Commento | 916 Visite
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padanaUn viaggio nel passato, partendo dalle origini del Medioevo ai primi albori del Rinascimento, dai luoghi più raccolti e solenni a quelli di rinascita creativa. Le Città d’arte della Pianura Padana ripercorrono i capitoli di una lunga storia, ricca di sfumature e contenuti artistici. Passeggiare nei centri storici significa trovare ancora testimonianze di tempi lontani, tra il rigore dei palazzi, la solennità dei luoghi di culto e la vivacità della gente per le strade. Dalle basiliche ai battisteri gotici, dalle piazze ai capolavori romanici, tante occasioni per rivivere le più antiche atmosfere della storia. Con la nascita del Comune di Bergamo (1098) si ebbe un periodo di straordinaria crescita dell’economia mercantile della città che conferì a Bergamo un’impronta di città medievale che ha conservato fino ad oggi. Con la costruzione della basilica di S. Maria Maggiore, il più importante monumento della città e del palazzo del Comune (l’attuale  Palazzo della Ragione) la piazza del Duomo divenne il centro religioso e civico della città. Il palazzo comunale con la formazione della Piazza Vecchia nel 1300, ribaltò il proprio fronte e assunse una posizione di filtro tra le due piazze, una religiosa, Piazza Duomo e l’altra laica, piazza Vecchia. La Torre civica (Campanone) con i suoi 52,10 metri è la torre più alta della città, la cui sommità è comodamente raggiungibile con un ascensore. A Vercelli si torna indietro al 1200 con una sosta alla Basilica di Sant’Andrea, costruita in soli nove anni, tra il 1219 e il 1227. Un capolavoro di eleganza architettonica, una delle prime costruzioni in Italia a presentare i tipici elementi dell’arte romanica armoniosamente intrecciati a quelli dell’arte gotica. Anche il sito patrimonio Unesco del Monastero di San Salvatore a Brescia, poi di Santa Giulia riporta all’epoca medioevale. Fu fondato per volontà del re longobardo Desiderio e di sua moglie Ansa nel 753 d.C., su un’area precedentemente occupata da domus romane. I molti ampliamenti e ricostruzioni succedutesi nei secoli hanno dato forma al suggestivo complesso articolato attorno a tre chiostri, oggi sede di un interessante museo. Un salto nel XIII secolo in Piazza Roma, a Monza, dove sorge l’antico e maestoso palazzo comunale, detto Arengario (dal latino arengarius, derivato dal germanico hari-hring, luogo per assemblee). L’edificio fu costruito in posizione pressoché contigua al Duomo per sottolineare visivamente la contrapposizione di poteri – religioso e civile – del periodo comunale. Il palazzo è caratterizzato da un ampio porticato al piano terra e da una grande aula al primo piano, che si apre con un balconcino a soggetta, la ‘parlera’, dal quale si leggevano i decreti emanati dal comune. È invece il Rinascimento il periodo che si gode andando a Lodi e visitando il suo massimo monumento artistico, l’Incoronata. La chiesa è opera di Giovanni Battaggio, che, lavorando sulla tipologia a pianta centrale, rielaborò vari spunti della chiesa milanese di San Satiro del Bramante. Anche uno dei più importanti tesori di Pavia è religioso: la Certosa, fondata nel 1396 da Gian Galeazzo Visconti, che voleva fare della chiesa dedicata a S.ta Maria delle Grazie il mausoleo della sua dinastia. I lavori proseguirono fino al XVIII sec., così il complesso offre esempi artistici e architettonici lombardi dal ‘300 al ‘700, con contributi architettonici importanti. A Cremona, il complesso di San Sigismondo testimonia la grandezza pittorica del Cinquecento cremonese. Costruito tra il 1463 e il 1492, venne però interamente affrescato a partire dal 1535. Il risultato è uno dei più significativi complessi decorativi del Manierismo dell’Italia settentrionale, stilisticamente armonico e unitario nonostante l’intervento di diversi artisti. Si torna al ‘200 e all’architettura civile ammirando Palazzo Gotico, a Piacenza, voluto nel 1281 da Alberto Scoto. Di stile lombardo ogivale, con la cornice ornata da archetti, la merlatura ghibellina a coda di rondine, la torretta centrale che racchiude il campanone e le due torrette laterali, è un insigne esempio di architettura civile medioevale. Come è Il Duomo, uno dei monumenti religiosi più insigni del Nord Italia, costruito tra il 1122 e il 1233. Al Medioevo appartengono pure i gioielli di Parma, il Duomo e il Battistero. Il primo, dedicata all’Assunta, fu iniziato nel 1059, con facciata racchiusa da due torri, di cui solo una realizzata. Il secondo è il capolavoro dell’Antelami, che diresse l’opera e realizzò quasi per intero la mirabile decorazione plastica dell’edificio. Anche a Modena, con il Duomo e la torre Ghirlandina, un tuffo nel Medioevo è inevitabile. Due capolavori dello stile romanico, testimonianze esemplari di tempi di passioni e battaglie, vivono ancora oggi perfettamente conservati e riconosciuti come patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Nella Cattedrale di Reggio Emilia si consuma invece il matrimonio tra antico e moderno: nella chiesa costruita nell’857, rimaneggiata nel XV secolo, con una strepitosa cripta del ‘200, hanno trovato posto opere di arte moderna: l’altare di Claudio Parmiggiani, la gradinata e il leggio dell’Ambone di Hidetoshi Nagasawa e il candelabro di Ettore Spalletti.

 

 

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