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A Milano esposta per la prima volta la Giuditta del Botticelli

29 Set 2008 | Un Commento | 4.785 Visite
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Giuditta del BotticelliIl capolavoro del Rinascimento proviene dalle collezioni Medicee, oggi agli Uffizi. Torna così l’iniziativa culturale “Un Capolavoro per Milano”, promossa dal Museo Diocesano di Milano e da Bipiemme Gestioni (gruppo Bipiemme-Banca Popolare di Milano). La Giuditta viene datata intorno al 1470, corrisponde alla fase in cui Botticelli elimina progressivamente il chiaroscuro, proponendo una interpretazione delle leggi prospettiche rinascimentali, cercando la definizione del movimento delle figure tramite evoluzioni dei panneggi. Le figure, grazie alla particolare e raffinata incidenza della luce e alla ricercatezza ornamentale basata su un accentuato uso degli elementi lineari e cromatici, appaiono come eleganti silhouette più che corpi tridimensionali, aprendo a quella svolta stilistica che caratterizzerà l’arte del maestro fiorentino nei suoi anni maturi.
Per l’occasione, sarà esposta anche un’altra tavola del Botticelli, La scoperta del cadavere di Oloferne, sempre proveniente dagli Uffizi, che completa idealmente il progetto narrativo dell’artista. Il tema di Giuditta è presente nell’arte italiana sin dal Medioevo, con una forte valenza simbolica. L’eroina biblica viene spesso interpretata come una figura mariana, soprattutto nel caso in cui se ne sottolinea il trionfo su Oloferne. Per questo motivo, nella tradizione iconografica, è molto più frequente la raffigurazione di Giuditta con ancora in mano la testa del nemico o, soprattutto a partire dal XVII secolo, la rappresentazione del momento preciso della decapitazione. Botticelli propone una lettura fedele del testo biblico, scegliendo uno schema compositivo del tutto nuovo e articolando la narrazione in due scene distinte nelle quali cambia tono e registro linguistico: il Ritorno di Giuditta a Betulia mostra colori chiari e toni luminosi ed è attraversato da un’aria leggera e quasi leziosa al contrario dei toni bui e drammatici della Scoperta del cadavere di Oloferne. Di straordinaria bellezza e intensità è il volto di Giuditta, con quella pensosa malinconia che caratterizza le opere del maestro fiorentino.
Dal 1° ottobre al 14 dicembre 2008 al Museo Diocesano di Milano
. L’opera potrà essere ammirata tutti i giorni, dalle 10 alle 18.

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