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A colloquio con Leonardo Santi Simonelli, presidente della Camera di Commercio di Londra

21 Nov 2011 | Nessun Commento | 1.701 Visite
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leonardo-simonelliCon laurea in Fisica e Chimica, specializzazioni nell’alta finanza conseguite tra Italia, Regno Unito e America, Leonardo Simonelli ha ricoperto numerose cariche pubbliche internazionali. E’ stato nominato Presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito nel 1994.
Il dott. Simonelli, autore di importanti articoli pubblicati in riviste americane e britanniche, e’ una persona molto presente e amata dalla comunità italiana mondiale.

Al timone della Presidenza della Camera di Commercio Italiana a Londra da ormai quindici anni. Quali sono stati i cambiamenti più incisi che hanno valorizzato il Made in Italy a Londra?
La camera di commercio nascendo come un’associazione di volenterosi emigrati svolgeva attività di indubbio prestigio seppur a carattere prevalentemente nazionale. Con l’integrazione europea dettata dall’apertura dei mercati internazionali, la nostra mission è stata portare gli investitori inglesi in Italia al fine di far conoscere la vera realtà imprenditoriale italiana.

Il mercato inglese è ricco di opportunità per le imprese italiane soprattutto adesso che la sterlina e’ debole. Ma, quali sono gli aspetti su cui focalizzare l’attenzione per ottimizzare la collaborazione tra i due Stati?
Come tutte le collaborazioni occorre fiducia tra gli Stati che decidono di supportarsi. Una collaborazione che a mio avviso dovrebbe basarsi sullo scambio commerciale, sugli investimenti e sui servizi. Occorre sottolineare che nonostante la svalutazione della sterlina, i prodotti italiani essendo prodotti di qualità sono indirizzati ad una fascia di mercato alta per cui meno sensibile alle variazioni di prezzo.

Il fallimento della banca d’affari statunitense Lehman Brothers ha affondato le borse mondiali. Quanto questa crisi, senza precedenti, ha influito sull’esportazioni italiane nel Regno Unito?
Il fallimento della banca Lehman Brothers in realtà è stata la punta dell’icerberg che ha segnato lo spartiacque nel mondo della finanza che aveva generato una falsa ricchezza. La perdita di fiducia nel mondo della finanza ha determinato una contrazione del consumo.

Le piccole imprese hanno maggiormente subito questa fase di regressione. Sono stati stanziati dei fondi al fine di garantire un accesso al credito per le piccole imprese insediatesi nel mercato inglese?
In questa fase di recessione, finanziare le piccole/medie imprese è quasi impossibile. Sono le risorse limitate ad aumentare le difficoltà di inserirsi in un mercato globale, ma usando la tecnologia e l’associazionismo si potrebbe meglio rispondere a questa esigenza.

L’apertura verso un mercato internazionale può rappresentare una strategia tale da vincere la crisi economica?
E’ indispensabile l’apertura verso mercati internazionali al fine di promuovere i prodotti italiani e renderli più appetibili in un mercato sempre più competitivo.

Si è conclusa l’ottava edizione del Master in Hospitality & Hotel Management, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito. Il Master prevede l’assegnazione di 15 borse di studio per gli studenti più meritevoli. Come è andata questa iniziativa?
Posso affermare che si è svolta anche quest’anno in modo positivo e con risultati eccellenti se consideriamo che 80 % dei nostri corsisti entro tre mesi trova lavoro, generalmente presso le aziende in cui ha prestato attività da stagista.

Quali sono le opportunità di supporto che la Camera di Commercio intende fornire agli studenti che si approcciano al mondo del lavoro?
Attraverso una migliore ottimizzazione del sito della Camera di Commercio, in cui inseriamo apposite sezioni dedicate alla domanda e offerte di lavoro, cerchiamo di supportare i giovani nonché i nostri soci che spesso vi ricorrono.
Inoltre offrendo la possibilità di svolgere presso di noi attività di tirocinio/stage cerchiamo di fornire alle nuove leve tutti gli spunti, stimoli, input necessari per inserirsi nel mondo lavorativo.

Quali sono secondo lei le industrie che meglio rappresentano l’eccellenza del Made in Italy?
Non vi è un settore che primeggia rispetto agli altri. Le aziende italiane presenti qui a Londra seppur molto competitive e forti debbono sapersi difendere e accettare quel dinamismo che il mercato oggi impone.

“Forse avrei potuto fare di più ma forse avrei potuto fare di meno” ha dichiarato in un intervista di Sagida Syed; cosa avrebbe potuto fare e cosa no?
La mia formazione professionale è stata molto dispersiva .
Con una laurea in chimica e una in fisica avevo intrapreso una vita da scienziato ma in modo del tutto graduale ho cambiato direzione. Se da un lato ciò mi ha impedito di raggiungere i massimi livelli in un determinato ambito, dall’altro questo mi ha permesso di comprende le varie sfaccettature dell’attività umana, fondamentale per svolgere al meglio il mio ruolo di Presidente della Camera di Commercio.

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