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Il Treno Natura in Toscana per riscoprire il museo naturale e paesaggistico dell’Italia

13 Apr 2015 | Nessun Commento | 992 Visite
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tnC’è bisogno di un turismo sostenibile, capace di puntare su iniziative che valorizzino l’Italia come “museo diffuso”. Un museo simile a quello che il turista, italiano o straniero, può vedere attraversando la Val d’Orcia e le crete senesi a bordo di un treno storico, il “treno natura”, della Fondazione Ferrovie Italiane. Fondazione nella quale il ministero per i Beni culturali e ambientali e il turismo ha deciso di investire direttamente. Per ribadire la bontà della scelta, che questo lunedì dovrebbe concretizzarsi, il ministro Dario Franceschini ha deciso di fare il viaggio in Toscana in compagnia degli ospiti chiamati dal presidente della Fondazione Mauro Moretti e dall’ad di Ferrovie dello Stato Michele Carlo Elia.

Un viaggio valorizzato ancor prima della partenza dalla firma sul piano paesaggistico della Regione Toscana che Franceschini ha posto insieme al presidente della giunta Enrico Rossi, alla stazione di Siena. Un piano che per il ministro è senza dubbio “un grande passo in avanti per la difesa dell’ambiente” e, per il governatore, è “un argine contro il brutto, contro la devastazione della speculazione”. Un modo, ha aggiunto Rossi, per difendere “la bellezza del paesaggio della Toscana, il più grande investimento per il futuro e l’atto più importante della legislatura”.

Due eventi, quello del treno storico e della firma sul Pit paesaggistico, che in realtà possono essere la stessa cosa se come ha auspicato Moretti l’Italia saprà trasformare il suo modo di pensare al turismo, che deve diventare “imprenditoriale, industriale” per poter competere con i leader del settore in tutto il mondo. La stessa Fondazione non nasconde l’intenzione di cercare nuovi partner per potenziare le 4 linee già attive dei “treni natura”. Oltre a quello toscano sono già in funzione treni storici sulla Maiella, la “Ferrovia del Parco”, sul lago d’Iseo, la “Ferrovia del Lago”, e in provincia di Agrigento, la “Ferrovia dei Templi”.

Partner che possono essere enti locali, Regioni, o associazioni locali, ma anche industriali. Franceschini ha ricordato a questo proposito il piano già approvato dal Governo che prevede la possibilità di assegnare alle cooperative di giovani stazioni, ma anche fari o case cantoniere, perchè vengano valorizzati certi percorsi legati al turismo. Un turismo che deve “essere sostenibile” e capace di attrarre i viaggiatori di tutto il mondo: “non più il “mordi e fuggi” ma un turismo d’eccellenza con grandi numeri”, ha aggiunto il ministro.

Un aiuto arriva dalle tante occasioni che il Paese Italia può dare per accompagnare il viaggiatore, come il buon cibo e il buon vino, anche in questo caso a chilometro zero, che i turisti potrebbero trovare in certe stazioni o in certe zone del loro viaggiare nel bel Paese.

“La Toscana è pronta a supportare queste iniziative – ha assicurato Rossi – grazie non solo al treno della Val d’Orcia che abbiamo sostenuto, ma anche all’esperienza fatta con la messa in sicurezza della via Francigena: ben 400 chilometri, da Pontremoli (Massa Carrara) a Radicofani (Siena), grazie alla quale dal 2013 al 2014 siamo passati da 50 a 100 mila presenze”.

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