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A Bolzano “La luce che genera lo spazio” una mostra di Carlo Bernardini

28 Lug 2010 | Nessun Commento | 3.558 Visite
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La luce che genera lo spazio
Si è inaugurata ieri, la mostra di Carlo BernardiniLa luce che genera lo spazio” e ci stupisce con una installazione site specific che coinvolge l’intero spazio della galleria di Antonella Cattani contemporary art.
Le geometrie di luce, costruite mediante dispositivi luminosi (fibre ottiche), rimbalzano fra le pareti e, come lo stesso artista ci rivela “L’installazione si appropria dello spazio e lo fagocita nel suo interno. E’ un rapporto di dominio quello che la forma spaziale instaura con il luogo, lo penetra, lo feconda, lo riduce in suo potere sino a trasformarlo in essa stessa”.
Le linee di luce ridisegnano allo spettatore uno spazio riconfigurato in cui le architetture circostanti continuano ad esistere ma reinterpretate con diverse prospettive, un nuovo piano geometrico vi si sovrappone e contemporaneamente interagisce e dialoga con esse.
La fibra ottica moltiplica le geometrie luminose sulle pareti della galleria che perde il suo ruolo di semplice contenitore trasformandosi in opera d’arte essa stessa. L’installazione assume una duplice valenza poichè in essa sono racchiusi i concetti ed i traguardi degli ultimi anni di ricerca dell’artista.

Il catalogo CARLO BERNARDINI La luce che genera lo spazio accompagna la mostra. Testo introduttivo di Bruno Corà e testi critici di Vittoria Biasi, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli,Enrico Crispolti, Rachele Ferrario, Silvia Pagoraro, Achille Perilli, Nadja Perilli e Giorgio Verzotti accompagna la mostra
CARLO BERNARDINI e` nato a Viterbo nel 1966. Si e` diplomato nel 1987 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1997 ha pubblicato il saggio teorico sulla “Divisione dell’unità visiva” edito da Stampa Alternativa. E’ stato invitato a 2 Quadriennali di Roma e a una Triennale di Milano. Opera con la fibra ottica dal 1996; ha realizzato grandi installazioni ambientali esterne in fibre ottiche, e sculture pubbliche permanenti in acciaio inox e fibre ottiche in diverse città italiane. Ha vinto per 2 volte nel 2000 e nel 2005 il premio “Overseas Grantee” della Pollock Krasner Foundation di New York, e nel 2002 il premio Targetti Art Light Collection “White Sculpture”. E’ insegnante di Installazioni Multimediali all’Accademia di Belle Arti di “Brera” a Milano. Vive e lavora a Roma e a Milano. La sua ricerca visiva s’incentra oggi sul concetto di trasformazione percettiva dello spazio attraverso opere tese fra dimensione scultorea ed installativa. Le installazioni ambientali, realizzate con fibre ottiche e superfici elettro-luminescenti creano uno spazio di luce architettonico mentale, incorporeo ma visibile, che cambia totalmente la funzione e la struttura dell’ambiente reale. La luce crea un disegno nello spazio, un disegno che cambia secondo i punti di vista e secondo gli spostamenti dello spettatore, che si trova a vivere dentro l’opera.

La mostra proseguirà fino al 5 settembre. 

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