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A Bari esplode il thriller. Psicanalasi di un delitto, l’opera prima di Marco Ghiro

1 Lug 2012 | Nessun Commento | 1.283 Visite
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marco ghiro

Dopo il recente successo di “Psicanalisi di un delitto” Marco Ghiro, scrittore barese classe 1970, torna a far parlare di sé. E lo fa con una nuova edizione del suo thriller e una rosa di appuntamenti e di rassegne che lo vedranno impegnato per tutta l’estate all’insegna della lettura a tinte fosche. Di seguito riportiamo l’intervista che LSDmagazine ha realizzato per voi.

Allora Marco, come procede la promozione di “Psicanalisi di un delitto”?

Direi piuttosto bene. Il pubblico si sta affezionando al mio lavoro e i canali di distribuzione registrano ogni giorno un incremento delle vendite. Non vedo l’ora di tornare fra la gente per confrontarmi e soddisfare ogni loro curiosità.

Qual è stato il giudizio della critica?

Sai, all’inizio mi consigliavano di tenermi in guardia dai “saputelli” della critica. Eppure ad oggi non ho registrato che commenti positivi e attestazioni di stima e di fiducia. Delle due l’una: o non hanno prestato attenzione al mo lavoro o il mio lavoro è piaciuto. Preferisco credere alla seconda.

Piva, Carofiglio, Ghiro: perché Bari veste solo noir?

Il noir o, come nel mio caso, il thriller, rappresenta un genere letterario che trae ispirazione dalla realtà. Le nostre psicosi e le nostre paure non sono frutto della fantasia ma appartengono alla vita reale, quella di tutti i giorni. La terra di Bari e, più in generale, la Puglia, sono state per tanti anni la culla della micro e macro criminalità, del disagio sociale, dell’arroganza che si trasformava in sangue. E così registi e scrittori non hanno fatto altro che raccontare una realtà che nasce dalla “nera”.

Durante una trasmissione radiofonica hai accennato alla diffidenza con cui gli editori locali hanno accolto il tuo lavoro. È ancora così?

No, per fortuna. La diffidenza iniziale si è trasformata in curiosità e questo, tanto per me quanto per il mio lavoro, è un ottimo risultato. Spero vivamente di poter pubblicare con una casa editrice locale i miei prossimi lavori a partire, chissà, da una nuova edizione di “Psicanalisi”.

So che tra pochi giorni sarai a Polignano per la Festa del Libro Possibile …

Si, aspetto soltanto che sia pubblicato il calendario definitivo della rassegna. È una vetrina davvero importante cui fino ad oggi ho assistito solo da spettatore. L’idea di poter interagire con il pubblico di una piazza così speciale mi inorgoglisce.

Altri appuntamenti per questa estate?

All’esperienza di Polignano seguiranno alcune presentazioni pubbliche in giro per la Puglia. Ad agosto, invece, inizierà la stesura di un nuovo lavoro. Si chiamerà “Chat” e sarà ambientato a Bari. Per il momento non posso dirvi altro.

Un nuovo thriller?

Sì, è la storia di una ragazza della Bari bene che si ritroverà senza saperlo nel mondo sporco della chat online. Da ora in poi però mi taccio.

Qui di seguito la recensione che ho scritto sul libro di Marco Ghiro.

Milano, ai giorni nostri. Thomas è un uomo normale, come ne esistono tanti a questo mondo. Ogni mattina lavora dietro al bancone di un bar e i suoi giorni scorrono uguali sotto gli occhi e le confidenze di una città in continuo, frenetico movimento. Quando arriva la sera e la nebbia disperde gli ultimi bagliori, Thomas si ritrova da solo e trascorre interminabili ore seduto su una panchina a pochi passi dalla stazione centrale. La sua mente riannoda, uno dopo l’altro, i fili di una esistenza dolorosa che non ha mai conosciuto felicità e amore. Proiettata su di una vetrina in plexigas egli vede l’ombra di un fantasma senza sogni né glorie. La mente perde la sua lucidità, il corpo inizia a cedere e la paura, questa bestia nera, ottenebra ogni meandro della sua psiche. La società è divenuta per lui un’aliena priva di anti-corpi che la psicanalisi e l’amore per Beatrice, una ragazza sfortunata e desiderosa del suo affetto, non possono alleviare. E allora Thomas, braccato dalle nevrosi, valica il confine della immaginazione e impara a riconoscere l’orrore e la paura nelle parole e nei racconti di chi gli è accanto.

Marco GhiroLe lacrime di Giulia e le angosce di Angélique gli svelano la natura salvifica e messianica della sua nuova vita: é giunto il momento di reagire e purificare col sangue il dolore seminato da uomini malvagi e senza scrupoli. “Io devo aiutare le anime che vagano in cerca di vita. Loro chiedono a me un aiuto. Io riesco a leggere le loro sofferenze, il loro dolore. Così è stato per Giulia e per quella donna tunisina: entrambe dovevano essere salvate dalla corruzione e dalla depravazione! Ho liberato le loro anime uccidendo per loro”. La vittima si è trasformata in carnefice e la vita, la sua vita, ha oltrepassato il confine, la linea d’ombra che separa il bene dal male. Il sangue delle sue vittime non ha lavato gli orrori degli uomini e la Giustizia, puntuale, lo ha scaraventato all’angolo delle sue frustrazioni e dei suoi peccati. In ginocchio, ora Thomas non prova rimorso né paura. Fruga, confuso, nei suoi ricordi: il dolore di Giulia, le mani di suo padre, la prostituzione di Hammamet, la solitudine di una vita. Troppo, per una vita sola.Marco Ghiro, Psicanalasi di un delitto, edizioni Simple 2010, pp. 277, euro 19.00.

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