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23 Novembre 1980 – 23 Novembre 2020. 40 anni dal terremoto in Irpinia, una ricostruzione infinita

22 Nov 2020 | Nessun Commento | 255 Visite
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Dalla nostra collaboratrice Rosanna Travascia riceviamo un suo personale ricordo su quanto accaduto nel 1980 in Campania, in Irpinia. In Basilicata, come in Puglia ed un po’ in tutto il Sud, il terremoto fu avvertito in maniera considerevole ed ancora oggi a quarant’anni di distanza il ricordo è molto nitido per tutti coloro che all’epoca erano bambini.

Era una domenica sera autunnale, avevo 8 anni, guardavo la tv mentre imparavo a lavorare all’uncinetto: all’improvviso tutto tremò per un minuto e mezzo…con i miei genitori e mio fratello, ci precipitammo in strada; mio padre, allora, agente della Polizia Locale, partì nella notte  per prestare i soccorsi nel Potentino. Per circa una settimana, le attività didattiche vennero sospese anche nel mio paese, a Policoro, in provincia di Matera; non c’era internet, ero una scolara di terza elementare, scrivevo e disegnavo ciò che vivevo in quei momenti: attentamente e incredula, seguivo le notizie riportate dai telegiornali: ricordi indelebili…

Sono trascorsi quarant’anni da quel terribile terremoto di magnitudo 6.9 (decimo grado della scala Mercalli all’epicentro) che alle ore 19.34 del 23 Novembre 1980 colpì l’Irpinia e la Basilicata, in particolar modo, la provincia di Potenza, lasciandola profondamente martoriata, una catastrofe: paesi suggestivi rasi al suolo. Le televisioni diffusero immagini di precarietà, di disperazione e di bisogno: i gemiti che, nei giorni successivi al terremoto, continuavano a salire dalle macerie, a causa dei ritardi nei soccorsi, le ruberie di tanti sciacalli, l’imperversare del freddo e della neve, il lamento degli sfollati, accampati per strada, dapprima nelle tende, poi nelle roulotte, poi nei container, fino a quando un prefabbricato sembrò un’abitazione vera, per quanto precaria, una tragedia umana. Oggi, in quei territori la ricostruzione è ancora incompleta e la ricorrenza del 40ennale restituisce ricordi drammatici.

A distanza di 40 anni dallo sconvolgente sisma che mise in ginocchio, una regione, oltremodo provata da problemi economici, carenze di strutture, disoccupazione e spopolamento, la Basilicata è scossa dalla pandemia. Infatti, a distanza di mesi e con un aumento sostanziale dei contagi, con una percentuale di popolazione anziana elevata, si è ancora alle ricerca delle strutture sanitarie per i Covid e con persone ad elevata fragilità. Inoltre, gli ospedali non sono più in grado di erogare altre prestazioni sanitarie di cui i cittadini necessitano, vale a dire, il normale funzionamento della sanità: un’urgente riflessione, questa, che richiama a una veloce azione. Senza speranza, passione, dialogo, determinazione e fiducia, il mondo diventa un contenitore vuoto di quei valori che devono necessariamente riportare tutti quanti noi al profondo significato della vita e dell’essere cittadini  solidali.

                    Rosanna  Travascia

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