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Antonio Carbonara è un personaggio televisivo e culturale complesso e poliedrico, capace di dividere l’opinione pubblica. Noto al grande pubblico per le sue apparizioni pungenti e spesso provocatorie nei programmi delle tv locali, in particolare quelli condotti da Manila Gorio, è stato soprannominato “lo Sgarbi di Puglia” per il suo stile diretto e sopra le righe (frase coniata proprio da noi di LSDmagazine), che lo ha portato anche nella rubrica “I nuovi mostri” di Striscia la notizia.
Dietro l’opinionista controverso si cela però un percorso umano e professionale solido: 53 anni, docente di religione cattolica da oltre vent’anni, laureato in Sacra Teologia, dottore in Scienze dell’educazione e della formazione, laureato in Scienze storico-religiose alla Sapienza di Roma con specializzazione in storia del Cristianesimo. È giornalista pubblicista e direttore della testata online Ventiperquattro. Da sempre impegnato nel sociale, è stato addetto stampa dell’associazione Penelope, che si occupa del dramma delle persone scomparse, tema al quale ha dedicato anche una canzone. Altri brani sono stati apprezzati, quali la ballata dedicata alla tragica vicenda dei bambini di Gravina di Puglia, Ciccio e Tore e il brano folk sull’immigrazione in Puglia.

La foto finale della rappresentazione teatrale fatta in chiesa con Antonio Carbonara e Luca Medici
Accanto a questo profilo emerge una dimensione più intima e artistica di Carbonara, legata ai ricordi dell’adolescenza a Capurso. È lì che nasce la lunga amicizia con Luca Medici, oggi noto come Checco Zalone. I due si conobbero giovanissimi in parrocchia e condivisero un’intensa esperienza musicale che durò oltre quindici anni. Il loro esordio avvenne nel recital “Forza Venite Gente” su San Francesco d’Assisi, un successo inatteso che richiamò un pubblico numerosissimo e venne replicato più volte. Carbonara cantava, Medici suonava le tastiere, sostenuti dall’entusiasmo di una comunità fatta di amici e volontari.

Luca Medici è il ragazzino con i pantaloni gialli
Seguì il lungo periodo del piano bar, tra locali e piazze della provincia di Bari, quando ancora non avevano l’auto e i genitori li accompagnavano e venivano a riprenderli a tarda notte, carichi di strumenti. Tra i ricordi più vividi di Carbonara ci sono serate surreali, come quella in un locale di Santo Spirito durante la festa della donna, finita con camicie strappate e un Luca Medici visibilmente infastidito che, microfono acceso, reagì senza filtri. Oppure l’esperienza a Cracovia, dove i due si esibirono nella piazza centrale cantando brani folkloristici pugliesi davanti a un pubblico che non capiva le parole, ma restava comunque ad ascoltare. Indimenticabile anche l’episodio imbarazzante di un battesimo, quando un padre anziano venne annunciato al microfono come il nonno del neonato.
Quella collaborazione fu anche una vera amicizia, fatta di condivisione e sostegno reciproco: fu Luca a presentare a Carbonara la sua ex moglie attraverso una cassetta musicale incisa nel garage di casa Medici; e negli anni successivi lo stesso Luca lo aiutò in un momento delicato della sua vita personale, testimoniando per la nullità del matrimonio. Musicalmente, Medici contribuì inserendo la tastiera in un brano scritto da Carbonara e dedicato alla figlia, “Per te”.
Con l’arrivo del successo nazionale di Checco Zalone, i contatti si sono diradati, ma non si sono mai interrotti del tutto. L’ultimo incontro ricordato da Carbonara risale allo spettacolo “Amore + IVA” a Matera, occasione in cui scattò alcune foto per il giornale e le inviò all’amico, che scherzosamente gli chiese di cancellare quelle in cui si notava la pancia.
Foto archivio Antonio Carbonara (ripreduzione riservata)






