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Ricordare per non dimenticare. È un principio di vita che lega la propria esistenza all’essenzialità; a cose e a pensieri che restano comunque fondamentali per una vita normale. Intorno ruotano persone che sono state testimoni inequivocabilmente di un tempo che solo oggi finalmente abbiamo inteso di essere stato prezioso. Tra queste c’è il ricordo a Enrico Buglione, il professor Buglione, amico di “merenda” poi vice sindaco del primo cittadino di Episcopia Carmine Lanziano, quando il suono della Sveglia risultò essere il tocco magico per una comunità che sentiva la necessita di libertà di azione e pensiero. Rinchiusa nell’oblio per un trentennio, abituata ad essere cieca e sorda allontanata dalla mente dei pensieri, la comunità di Episcopia si alzo in piedi chiedendo, lasciando andare il passato e nel non farsi schiavo dei ricordi, di avere la licenza di essere uomini e donne pronti a gestire il proprio destino e con esso la propria terra piena di identità e storia. Sotto questo vessillo c’era anche e soprattutto Enrico Buglione. Il professore: Una cultura immensa, un ragionamento politico fine, uno sguardo docile a volte ironico che riusciva con garbatezza ad osservare oltre il proprio naso il futuro della sua Episcopia tanta cara al suo cuore e al proprio animo. Sono passati nove anni da quando, proprio di questi giorni, lasciava libero quel suo muretto di piazza Arcieri dove il pomeriggio radunava amici e adepti per un momento scolastico inteso a formulare le sue conversazioni piene di osservazioni, approfondimenti, soluzioni che si potevano applicare per rendere migliore vivere di Episcopia. Continua ad essere forte la sensazione di essere passato dall’altra parte per un progetto più alto e grande del divino. L’uomo gentile, che di questi tempi inutili può essere considerato un uomo qualunque ma per chi di ragione e cuore vive accostando ad esso la memoria questo non ha valore. Un impegno improntato alla vita civile, politica e famigliare, ai valori veri di libertà e giustizia. Tanti non lo potranno dimenticare. Dagli alunni del liceo classico di Senise dove per tanti anni ha insegnato, a coloro che hanno respirato cultura passeggiando i pomeriggi nelle strade di Episcopia. Ma soprattutto Episcopia. Le tante battaglie politiche e amministrative, dal 1975 al 1981 lunghe e sofferte in prima fila per la sua Episcopia con l’intento principe di ridare luce ad una comunità che aveva perso l’ardor di vita, l’emozione e passione della propria identità per colpa di menzogneri e sciagurati bravi manzoniani che avevano tante volte tradito e approfittato dell’umiltà e onesta di questa grande comunità della valle del Sinni. Mancherà il suo unico e amabile sorriso, continua ad essere palpabile l’assenza di contenuti, di visione, di amore per questo paese che meriterebbe di più. Molto di più che dopo quello storico periodo ogni giorno si attarda a pensare a sciocche favole dove l’inutile è diventato uno spazio di libertà e dove il paese sente il rammarico di un ragionamento che tende a distinguere l’inutile costruttivo da quello dannoso. Un paese che cerca di raccontare la propria storia a cavallo di un vecchio aereo non riuscendo ad immaginare più che la storia si racconta leggendo e curando i particolari di giuste letture che permetterebbe di vivere molte vite oltre la propria. Ma Tant’è. Mancano uomini appunto come Enrico Buglione e qualcun altro che se pur in vita e forzatamente nell’angolo. Del resto chi sa leggere conosce la storia o un cenno di saggia cultura è un nemico fosse anche una donna. Caro Enrico ci manchi. Episcopia è fiduciosa perché le strade continuano ad essere impregnate del tuo respiro e delle nobili parole che risuonano sempre e continuamente nei cuori e nell’animo di quanti come me hanno avuto il privilegio di incontrarti.
Oreste Roberto Lanza






