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Renee Nicole Good, 37 anni, madre di tre bambini, poetessa e scrittrice originaria del Colorado, è stata uccisa da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) in una strada residenziale nel sud di Minneapolis. La donna è stata colpita da tre proiettili sparati attraverso il finestrino della sua auto. È morta poche ore dopo all’Hennepin County Medical Center.​

L’episodio è avvenuto ieri, 7 gennaio 2026, a meno di un miglio dal luogo in cui la polizia uccise George Floyd nel 2020, riaccendendo tensioni mai sopite tra le autorità federali e la città di Minneapolis. A parte il colore della pelle (Nicole Good era una donna bianca), la vicenda ricorda da vicino quella di George Floyd anche per le proteste che sta generando in tutto il Paese.

Sull’uccisione di Nicole Good stanno emergendo due versioni opposte: quella delle autorità federali, che parlano di “atto di terrorismo domestico” e di autodifesa, e quella dei testimoni oculari che smentiscono gli agenti.

La versione ufficiale del Dipartimento della Sicurezza Nazionale è radicalmente diversa: “Oggi, gli agenti Ice a Minneapolis stavano conducendo operazioni mirate quando alcuni rivoltosi hanno iniziato a bloccare gli agenti Ice e uno di questi violenti rivoltosi ha trasformato il suo veicolo in un’arma, tentando di investire i nostri agenti delle forze dell’ordine nel tentativo di ucciderli — un atto di terrorismo domestico”, ha dichiarato la portavoce Tricia McLaughlin in un comunicato ufficiale.

I testimoni raccontano scene radicalmente diverse. Un testimone ha dichiarato che “il veicolo non si stava muovendo verso gli agenti” al momento degli spari.​ I testimoni hanno inoltre riferito che un medico presente sulla scena ha cercato di aiutare la donna colpita, ma gli agenti Ice hanno rifiutato di far entrare il dottore. Sono passati circa quindici minuti prima che arrivasse un’ambulanza, che è stata bloccata dai veicoli Ice che occupavano la strada.

(via X/@SpiceyBits)

Redazione

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