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L’Epifania evoca tanti pensieri. La fine delle feste natalizie, la figura tradizionale della Befana con doni o carbone, e il suo significato religioso di “manifestazione” di Gesù ai Magi, un invito a riflettere sulla spiritualità oltre il consumismo, unendo il magico folklore infantile a una più profonda ricerca di speranza, serenità e consapevolezza di sé e degli altri, come “scoprire” la luce nel buio, simboleggiata dai doni dei Re Magi o dai dolcetti della vecchietta. Ma una festa è sempre un momento per fermarsi, pensare e riflettere sullo stato delle cose, cosa vogliamo realmente, dove vogliamo andare; le cose da fare in questo anno che non appare da qualche giorno facile da attraversare. La guerra sembra dietro le nostre porte, l’informazione non è sempre veritiera, e i rapporti sociali sempre più macchiati di sospetto, risentimenti, molte volte, farcite di odio e di cuori poco docili. Ma l’anno va attraversato. Molti dicono come? Altri chiedono con quali mezzi per farlo? Altri ancora: Se non riusciremo cosa succederà? Pochi alla fine con fare scettico: Chi sa se arriveremo? In questo momento da cattolico mi viene in mente quella circostanza religiosa dove i Re Magi hanno avuto il coraggio di guardare il cielo per vedere la Stella che li ha, poi, condotti a Betlemme. Certo in un tempo dove guardiamo solo a terra senza essere lungimiranti e ampliare i nostri orizzonti diventa un po’ difficile. Ma se riuscissimo ad alzare la testa abbigliarci di fiducia e tanta speranza forse quella Stella ci potrebbe aiutare ad attraversare anche questo difficile anno e portarci alla capanna sani e salvi. Vivere questo tempo attivamente, partecipativamente, in viaggio alla ricerca di quei pensieri semplici e nobili che danno veramente felicità al cuore è possibile, non facile, ma possibile. Se riuscissimo a selezionare le migliori menti, i migliori sguardi, i migliori abbracci, quelli sinceri, le migliore strette di mano cosa potrebbe succedere? Se riuscissimo a ricercare e ritrovare quelle genti un po’ sospesi, un po’ incredibili, annoiati, vogliosi di lasciarsi il passato alle spalle e iniziare un viaggio nuovo con un tocco di quella magia e fantasia di cui questa umanità ha bisogno per ritrovare il giusto sentiero, cosa succederebbe? Sé i Magi invece di incenso, oro e mirra portassero umanità, moralità immaginazione e una spiccata tendenza alla collaborazione e alla condivisione, cosa succederebbe? Forse l’umanità si rialzerebbe attraverso una poderosa combinazione di solidarietà, compassione, comprensione, amore, cura e gentilezza. Probabilmente finalmente l’umanità avrebbe in dono il valore della verità e della gratitudine. Finalmente ancora la Stella quella che in giro prendiamo ogni anno, potrebbe tornare al cielo glorioso con la felicità di aver compiuto il dovere del giusto atto. Ma stiamo solo sognando. Da domani nulla più ricorderemo se non aver mangiato tanti panettoni, tante caramelle e cioccolate e di aver speso un po’ di tempo inutile ad illudersi e ricaricarci di orgoglio, invidia, gelosie, e ipocrisie per tornare sul campo di battaglia violando ancora una volta le norme autentiche del giusto parlare del valore della mediazione e del compromesso. Nulla avremo fatto per lavorare all’evoluzione della consapevolezza e del dono di capire, sapere e ragionare meglio sulle cose che ci vengono imposte. Torneremo ad essere sordi e ciechi e i morti alla fine continueranno a sostanziare i nostri cuori senza ben capire i loro lucidi consigli che ci donano. Perché alla fine la morte è un’opportunità perché l’ultima parola non è ancora stata detta. Ma questo per gli uomini di fede che per molti sono delle nullità in cammino, sono stelle autentiche. Meglio pensare ai riti pagani alle feste che fanno rumore e al sesso sfrenato. Allora anche quest’anno i Magi torneranno a casa a mani nude a testa bassa per aver fatto un viaggio senza significato. Ma la ricreazione del vitello d’oro sta per finire…..
Oreste Roberto Lanza






