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“Luce Nascosta” è da annoverare fra i singoli più espressivi di quest’ultimo periodo. Lo ha scritto il cantautore marchigiano Andrea Petrucci, tenuto a battesimo ai suoi esordi da Saturnino, braccio operativo di Jovanotti, e da Carlo Gargioni, grandissimo tastierista artefice degli arrangiamenti più eleganti di Fabio Concato.  Questo pezzo -ribadisce Petrucci-‘ è nato da un’urgenza emotiva fortissima. L’ispirazione è arrivata in un momento inaspettato: ho assistito a una scena toccante, un bambino non vedente che imparava a orientarsi con il bastone bianco. La sua innocenza e la sua forza nel ‘navigare’ il mondo mi hanno destabilizzato e commosso profondamente.

Potrebbe rappresentare una delle tante facce dell’amore…

E’ proprio così: ho voluto trasformare questa scintilla in una storia universale: il brano racconta la vicenda di una coppia di innamorati che deve reinventare il proprio modo di amarsi dopo che uno dei due perde la vista. Non è una canzone sul limite, ma sulla resilienza e sull’amore che non ha bisogno degli occhi per esistere. Il messaggio che porto è che la vera ‘Luce Nascosta’ si trova nell’oscurità. Quando il senso della vista viene meno, si attivano sensi più profondi – l’ascolto, l’intuizione, l’empatia – che ci permettono di vedere l’essenza e la bellezza vera delle cose e delle persone, al di là di ogni apparenza.

Quali sono stati i tuoi artisti di riferimento o le principali ispirazioni?

Il mio è stato un percorso di ascolto eclettico. In tenera età, la mia formazione è stata prevalentemente incentrata sulla musica strumentale, spaziando dalla classica al metal, fino al metal sinfonico e oltre. Questo mi ha fornito un vasto vocabolario sonoro. Poi, l’incontro che ha cambiato la prospettiva e mi ha fatto innamorare della figura del cantante è avvenuto con i Queen e Freddie Mercury. Avevo circa sei anni all’epoca. Quell’ascolto ha acceso una scintilla. Da quel momento, attraverso alti e bassi, quell’amore per la musica non si è mai spento. Sono ancora qui, alla ricerca di manifestare e sfogare questa profonda esigenza interiore di scrivere e cantare, che sento come una vera e propria necessità.

Come nasce di norma un tuo brano: da una parola, da un’idea, da un accordo: qual’è la storia che si cela dietro ognuno di essi?

Ogni brano ha una sua storia unica, ma c’è un filo conduttore ben preciso, e non inizia mai da una nota o un accordo. Per me, la creazione è un atto quasi mistico, come una chiamata divina interiore, non un calcolo accademico. Di solito, tutto nasce da un’idea o un’emozione talmente potente da imporsi. È come se il brano esistesse già dentro il mio sé interiore e io debba solo fare da tramite per manifestarlo. È un processo che avviene spesso a occhi chiusi, nel buio dell’intuizione. Solo dopo aver ‘sentito’ l’anima e il messaggio del brano in questo modo così diretto, cerco la sua veste musicale. Il testo e la melodia si fondono quasi simultaneamente, cercando l’armonia più essenziale e sincera che possa onorare quell’emozione iniziale. Il mio lavoro, alla fine, è quello di ‘mettere in bella forma’ quella visione interiore, rendendola fruibile e universale. È così che la musica è nata per me fin dal 2006.

Di cosa parlano le tue canzoni, ti consideri un idealista?

Raccontano il percorso umano dopo il trauma, che sia collettivo (come il post-sisma in ‘Polvere e sassi nel cuore’) o intimo (come il superamento del dolore in ‘Una notte eterna’). Parlo anche di essenzialità, come in ‘Luce Nascosta’, dove invito a cercare la bellezza e il valore delle cose al di là dell’apparenza. Mi considero senza dubbio un idealista. Non intendo l’idealismo come ingenuità, ma come la ferma convinzione che la musica debba avere un valore etico e sociale. Credo che il mio ruolo sia quello di ‘fare ponti’, usando l’arte per creare empatia e dare voce a storie che necessitano di essere ascoltate con profondità, portando un messaggio di speranza e consapevolezza.

Che cosa c’è che invece distingue la tua musica da quello che fanno gli altri, in altre parole qual è il tuo tratto distintivo?

Ciò che credo distingua la mia musica non è tanto un genere specifico, quanto l’approccio e la profondità del messaggio. Posso riassumere il mio tratto distintivo in due elementi chiave che partono intanto dall’essenzialità e la sincerità: non sono un accademico; la mia musica nasce da una ‘chiamata divina’ o un contatto interiore. Il processo creativo è autentico e diretto. Non cerco di seguire mode, ma di dare forma a un’emozione che sento urgentemente dentro di me. Questo porta a un sound che punta dritto all’anima, eliminando il superfluo. Poi c’è la tematica umana e sociale: non mi limito a raccontare storie d’amore superficiali. I miei brani, da ‘Polvere e sassi nel cuore’ fino a ‘Luce Nascosta’, affrontano temi complessi come la rinascita, la resilienza e la ricerca del valore oltre l’apparenza. Il mio obiettivo è usare la musica come strumento per creare empatia e invitare all’ascolto profondo, in un’epoca dominata dalla distrazione visiva.

Hai già programmato un’attività live a supporto di questa uscita? So che ti prodighi anche in attività di sostegno e promozione…

Sì, l’attività di promozione e supporto del singolo è già in corso e focalizzata innanzitutto sul messaggio. Abbiamo già programmato una partecipazione molto significativa: sono stato presente il 13 dicembre al Terminal Mario Dondero di Fermo. Si tratta di un evento istituzionale organizzato in collaborazione con l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Ascoli Piceno e Fermo, per onorare Santa Lucia e celebrare la Giornata Nazionale del Cieco. Questo evento è per me la prima e fondamentale ‘attività live’, poiché dà coerenza al messaggio del brano. Devo anche sottolineare che, avendo un altro lavoro importante che porto avanti parallelamente, cerco di bilanciare entrambe le attività. Questo bilanciamento è frutto di una profonda revisione della mia vita, avvenuta da qualche anno e a seguito di un lutto importante che mi ha portato a modificare radicalmente sia le priorità che l’ approccio alla musica. Per quanto riguarda i veri e propri concerti, stiamo definendo i dettagli di un tour di presentazione che inizierà a breve per portare ‘Luce Nascosta’ dal vivo, combinando l’esibizione con momenti di riflessione sui temi del brano.

Vittorio Pio

Redazione

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