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Dopo aver letto le sue duecento sei pagine l’aggettivo da utilizzare per parlarne è: sorprendente. Un viaggio non immaginato prima. Questo è la sintesi di una lettura tutta d’un fiato del libro di Carlo Spagna – “Il giudice di briganti” (Edizioni dell’Ippogrifo, 2023). Quella compiuta dall’autore, giudice per davvero spentosi nel 2024 a soli 74 che si occupò tra i tanti casi importanti anche quello famoso dell’omicidio di Elisa Claps, è un’operazione diversa dal solito: portare il lettore nella storia postunitaria attraverso un presente avvincente, investigativo, a tratti dubitativo. Un ritrovamento accidentale, nel palazzo di campagna degli Spagna, famiglia di notabili di Accettura da secoli, di due pistole franco-piemontesi Lefaucheux, cadute in mano di briganti a seguito di un agguato ai danni dell’Arma dei Carabinieri nei pressi di Fazzano. Il giudice Carlo Spagna, avvisato della scoperta dal famiglio che cura il podere ed il palazzo, inizia così l’indagine, affiancato dalla giovane storica Maria. Un’indagine su un mistero che si intreccia con il brigantaggio postunitario, il cui protagonista è Carlo, un magistrato in servizio, incuriosito dal rinvenimento di due pistole nel doppiofondo di un armadio della masseria di famiglia, nella campagna lucana. Le armi casualmente scoperte da Carlo erano state sottratte nel 1861 a due carabinieri caduti in un agguato, in un punto non lontano dalla proprietà. Pagine fatte di storia personale insieme al racconto delle vicende postunitarie che ebbero luogo in Basilicata e nel materano in particolare. Tra storia e diritto e ricorrendo alla scriminante della legittima difesa, ricostruisce i rapporti tra la borghesia latifondista e il movimento popolare che si sviluppò in Basilicata all’indomani dell’Unità d’Italia. Complici l’incontro con Maria, una promettente ricercatrice dell’Istituto di Storia Patria, e la lettura di Come divenni brigante, autobiografia di Carmine Crocco. Finale imprevisto e imprevedibile, con un compromesso con i poteri forti dell’epoca, come altre volte è avvenuto nella Storia della Repubblica. Un romanzo fatto bene, ben scritto che si fa leggere dove si incrocia antropologia, analisi sociale, tensioni emotive e fatti realmente accaduti in terra di Basilicata a cavallo dell’Unità d’Italia. Un libro da comprare e leggere assolutamente

Oreste Roberto Lanza

 

 

 

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.