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(Adnkronos) –
Evacuazioni a causa del maltempo in Emilia Romagna, in una giornata caratterizzata dall’allerta meteo rossa. In particolare a preoccupare è la piena del fiume Senio nel Ravennate che ha indotto le autorità locali a emanare un’ordinanza di evacuazione. A Castel Bolognese il Comune ha invitato le persone coinvolte a recarsi al palasport, che è stato scelto come punto di assistenza e supporto. Un aiuto dovrebbe arrivare dal meteo: la pioggia si è fermata e non dovrebbe riprendere.  

Alle 17 il sensore di Casola Valsenio indicava che è stata superata la soglia gialla e risulta in aumento. A Tebano il livello del fiume ha superato la soglia rossa con livello 5,76 m. Al Ponte del Castello al momento gli indicatori segnalano il superamento della soglia arancione con un valore di 5,27 m. “E’ importante mantenere alta l’attenzione, evitare gli spostamenti e tenersi aggiornati sui canali ufficiali del Comune. Si ricorda che è assolutamente vietato avvicinarsi agli argini del fiume”, il messaggio. 

Il superamento di soglia 3 era previsto anche per il fiume Idice, come poi è successo, ma le insistenti precipitazioni – nella parte centrale dell’Emilia-Romagna si sono registrate cumulate fino a 190 millimetri in meno di 40 ore – hanno portato il Senio a dover fronteggiare una portata maggiore rispetto a quanto previsto.
 

Altro osservato speciale è il Lamone, il fiume che attraversa Traversara. Il Marzeno, suo affluente in provincia di Faenza, abbia oltrepassato soglia rossa a Rivalta. La situazione ha portato i sindaci di Bagnacavallo, il comune di cui è frazione Traversara, Castel Bolognese, Cotignola, Lugo e Solarolo, nel ravennate, a ordinare evacuazioni precauzionali degli abitanti nelle aree a rischio: la popolazione viene accolta negli spazi già previsti per situazioni di emergenza. A Faenza evacuate alcune famiglie a ridosso del Lamone.  

La situazione viene costantemente monitorata, insieme all’analisi dei dati e della modellistica. I fiumi maggiormente sotto osservazione sono destinati a raggiungere colmi che è previsto rimangano all’interno degli argini, ma durante la notte la permanenza prolungata sopra soglia 3 potrebbe generare un potenziale indebolimento delle arginature. 

 

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Redazione

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