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Viaggio nella sanita lucana. Un comunicato stampa fresco di giornata da parte dell’Unione dei comuni del Lagonegrese con il suo Presidente Francesco Paolo Campanella, evidenzia la forte e motivata preoccupazione per la disposizione operativa che prevede, a partire dal 1° gennaio 2026, la chiusura notturna della guardia medica e infermieristica presso i Punti di Primo Intervento di Lauria, Maratea e Chiaromonte. “I Punti di Primo Intervento e le guardie mediche rappresentano un presidio fondamentale di sanità territoriale: svolgono una funzione di primo filtro, alleggeriscono i Pronto Soccorso, consentono una gestione più efficace delle emergenze e garantiscono una risposta immediata in contesti dove il fattore tempo può fare la differenza”. Le parole del Presidente Campanella che nella circostanza precisa ancora: “Senza sanità, senza assistenza e senza presìdi di sicurezza sociale, le aree interne rischiano un progressivo spopolamento, con conseguenze gravi e durature sul tessuto economico e sociale”.Le parole del Presidente Campanella”. Dall’altra parte della barricata l’Assessore regionale alla Sanità in occasione dell’approvazione alla notizia dell’approvazione del Piano sanitario della Regione (da approvare entro fine dicembre) sottolinea :“Con l’approvazione dei Piani triennali dei fabbisogni di personale 2026–2028 delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale compiamo un passaggio strategico per il rafforzamento strutturale della sanità lucana, nel rispetto dei vincoli normativi e finanziari e attraverso una programmazione fondata sui reali bisogni assistenziali dei cittadini” Insomma il piano racconterebbe di oltre mille assunzioni distribuite nelle varie strutture sanitarie regionali ( al Crob nel 2026 125, + 15 ricercatori; al San Carlo 217, per l’Azienda sanitaria di Matera 317 ) I numeri, possiamo sbagliare, ne indicano oltre seicento. La nostra redazione chiede all’Assessore alla Sanita, Cosimo Latronico, un approfondimento su un tema che per i lucani sta diventando poco chiaro. Con la solita gentilezza, Cosimo Latronico in un attimo di riposo per i suoi tanti impegni accoglie la nostra richiesta .
Assessore allora la notizia di giornata è : L’assessore alla Sanità della Basilicata, Cosimo Latronico, sta puntando al rafforzamento strutturale della sanità lucana con circa mille assunzioni previste nel triennio 2026-2028.Puo spiegarci tempi e modalità?.
“Abbiamo approvato piani assunzionali che comporteranno un reclutamento di mille unità per i servizi sanitari regionali al 2026. Sono atti aziendali approvati dalla Giunta regionale con le relative coperture. Quindi atti concreti che si dispiegheranno nei prossimi mesi”.
Assunzioni che possono portare il comparto sanitario soluzioni strutturali t superando le emergenze e dando stabilità al Servizio Sanitario Regionale?
“Le operazioni fatte in questo anno sono significative proprio nella direzione del potenziamento dei servizi territoriali. Intanto abbiamo sottoscritto con gli accordi con i medici di medicina generale dopo diciassette anni. Abbiamo approvato un accordo integrativo che significa più risorse per questi medici e per i pediatri e per gli specialisti ambulatoriali. Un incentivo a stare in queste professioni in un momento c’è scarsezza di medici e a suo tempo ci sono nuove figure organizzative. Nel senso che nascono obbligatoriamente le aggregazioni funzionali territoriali. I medici, sia di medicina generale e i pediatri di libera scelta, non saranno da soli ma dovranno aggregarsi anche i medici della continuità assistenziale. Vale a dire gli ex medici, le guardie mediche per intenderci. Quest’ultimi, i medici della guardia medica, avranno l’iscrizione a un ruolo unico dal primo gennaio del 2025 con un contratto indeterminato con trent’otto ore settimanali unendosi alla platea dei medici della medicina generale. Quindi insieme creeranno queste aggregazioni per servire per venti quattro ore al giorno sui i territori. Un’operazione con l’obiettivo di potenziare i servizi territoriali. Insieme a questo c’è un potenziamento del 118 dell’emergenza-urgenza. Sono stati pubblicati per la prima volta dopo anni gli avvisi per il reclutamento dei medici del 118 e anche dove vi erano delle carenze dei medici di medicina generale .Ovviamente questo dispiegamento di forze deve avere il tempo di potersi realizzare. La criticità che si è registrata in alcuni comuni e che qualcuno probabilmente sta strumentalizzando sarà valutata attentamente in un incontro che ho convocato per evitare equivoci con tutti i 29 sindaci dell’area Sud per avere un dialogo diretto con l’Azienda sanitaria che è responsabile della gestione dei servizi e con i dirigenti per poter organizzare al meglio tutti i punti di soccorso . Sia la rete dei medici di medicina generale sia quella della continuità assistenziale, sia quella del 118, sia quella presso gli ospedali. Dobbiamo avere la capacità l’abilità per un territorio frastagliato di mettere insieme le risorse che abbiamo per dare risposte migliori. Tanto per non lanciare parole al vento va detto che abbiamo lanciato il reclutamento di duecento infermieri di comunità che andranno a potenziare l’insediamento territoriale”.
Il Presidente del consiglio regionale Marcello Pittela è preoccupato della chiusura di primo intervento. Ma questo problema era conosciuto da tempo perché non si è intervenuto subito?
“Naturalmente sono benvenute le critiche purché abbiano un senso compiuto. Nel senso possano essere inquadrate nella direzione di costruire soluzioni, costruire risposte. Quello che non consento sono le strumentalizzazioni senza proposte”. Un passo in avanti per le mille assunzioni che ne conteremo i numeri nel 2026. Restano altri dati sui cui bisogna raccogliere proposte serie: 60.000 lucani rinunciano alle cure; la Regione paga 130 milioni di euro per i lucani che si curano fuori; 100 milioni di euro sono stati messi sui deficit di bilancio e sottratti a chi? bruciate le compensazioni ambientali del petrolio. Ma la domanda sorge spontanea è: Perché il Piano Sanitario è stato approvato adesso e non prima almeno sarebbe stata condivisibile una ordinata discussione nelle commissioni consiliari.
L’assessore Latronico anche su questo chiarisce:
“Il piano sanitario lo abbiamo redatto in un anno dopo 12 anni. C’è stato un confronto pubblico durante la discussione che permetterà di arrivare all’approvazione della Giunta e del Consiglio. Sul dato dei lucani che rinunciano alle cure sembrano cifre inesatte. I dati delle emigrazione sanitaria sono comuni a tutte le regioni del sud che si stanno contenendo. Infine voglio dire che siamo l’unica Regione del sud che non è commissariata e non ha un piano di rientro”.
Oreste Roberto Lanza







