Tempo di lettura: 2 minuti

“Le dee del grano”,  sabato  20 dicembre, alle ore 17:30, presso il Museo archeologico nazionale della Siritide di Policoro si terrà alla presenza del  Direttore dei Musei nazionali di Matera – Direzione Regionale Musei nazionali della Basilicata, dott. Filippo Demma e il Direttore del Museo archeologico nazionale della Siritide Carmelo Colelli, l’inaugurazione della mostra che parte dalla semina e si chiude il raccolto del 2026, con passaggio di testimone da una sede espositiva all’altra, in tutta la terra di Basilicata. Le aperture e le chiusure si alternano secondo i cicli vegetativi del grano. Ogni esposizione è diversa e tesse una parte del racconto complessivo. Si parte da Matera, contemporaneamente ai Musei archeologici nazionali di  Metaponto, Policoro e Potenza. Inizia il racconto delle dee – culto, miti e riti -,  del grano e delle donne e degli uomini  “mangiatori di pane”, che da millenni abitano, e lavorano, le terre del grano.  Il calendario degli eventi si sviluppa in parallelo su più luoghi, per l’intera durata del percorso espositivo. Segneranno il tempo della semina, sabato 20 dicembre 2025, le aperture dei Musei nazionali di Matera – Palazzo Lanfranchi (Matera), del Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, del Museo archeologico nazionale della Siritide (Policoro) e del Museo archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu” – Palazzo Loffredo (Potenza). Inizia così il racconto delle dee – culto, miti e riti –, del grano e delle donne e degli uomini “mangiatori di pane”, che da millenni abitano e lavorano le terre del grano: questo impianto narrativo non dà vita a una mostra itinerante, ma a un’unica storia che si compone attraverso tappe complementari, ciascuna dedicata a un diverso frammento del tema, contribuendo alla costruzione del grande racconto condiviso. A Matera, dove la mostra sarà inaugurata per le autorità alle ore 17.30 e sarà aperta al pubblico a partire dalle ore 20.00 (con apertura di valorizzazione fino alle ore 24.00), la sezione “Dee e donne. Sotto e sopra la terra, dalla discesa al ritorno” accompagna il visitatore in un percorso che intreccia mito, gesti quotidiani e memorie della terra. Le altre sedi, nello stesso giorno, aggiungono ulteriori aspetti del racconto, permettendo di percepire la Basilicata attraverso le stagioni, le attese e le trasformazioni legate al ciclo del grano. La giornata inaugurale dà il via, dunque, alle esposizioni diffuse che saranno inaugurate e fruibili al pubblico nei seguenti orari: a Metaponto dalle 17.30 alle 19.30 (sezione “Il grano senza le dee”) a Policoro dalle 17.30 alle 24.00 (sezione “Culti e simboli di Demetra ad Herakleia in Magna Grecia”) a Potenza dalle 17.30 alle 20.00 (sezione “Terra, radici, memoria e rinascita”).Dopo la semina, il viaggio prosegue seguendo i tempi della terra: Tricarico nel periodo del vuoto vegetativo, quando la terra trattiene silenziosamente la promessa del seme; Melfi nella stagione dei germogli, quando la vita torna a farsi visibile; Grumento nel tempo della mietitura e del raccolto, momento culminante del ciclo; e infine il Museo Diocesano Matera (MATA), che accompagna l’avvio della nuova semina, segnando il passaggio dal compimento a un nuovo inizio. Le dee del grano diventa così un modo per vedere, ascoltare e sentire la Basilicata come un unico paesaggio narrativo, in cui ogni tappa è una soglia e ogni stagione un capitolo di una stessa storia condivisa.
Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.