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Basta il rosone della cattedrale per stregarti. Troia, la millenaria Troia, nel Foggiano, è uno scrigno di tradizioni che gettano un lungo ponte fra gastronomia (con la G maiuscola) e territorio.
Un gruppo, composto da blogger, operatori turistici e giornalisti, passa al setaccio la città e i suoi dintorni per tastare il tessuto economico e per apprezzare i prodotti tipici così come la sua storia in occasione del Progetto “Taste” della Raemi Viaggi di Troia. I risultati sono più che soddisfacenti: emergono determinazione e voglia di fare da parte di alcuni giovani che hanno deciso di tradurre i buoni principi in fatti. Hanno studiato fuori (anche in regioni diverse dalla Puglia) per poi tornare con un bagaglio culturale che ha consentito loro di prendere il timone dell’azienda di famiglia o di scommettere su una impresa di nuova costituzione. “Un albero robusto ha bisogno di radici possenti per sostenerlo”, dichiara Francesco Caserta, sindaco di Troia in un incontro, proprio a voler sottolineare la necessità di creare aziende solide.

Il gruppo professionale (guidato da Michele Bruno, presidente di PugliaExpo’) rileva una forte vivacità imprenditoriale. È il caso del salumificio Giannelli di Troia che produce prosciutti e culatte lasciando fuori dall’azienda di famiglia la chimica e utilizzando il miele come conservante. I locali in cui avviene la stagionatura sono curati nei minimi dettagli e regalano ai visitatori sensazioni irripetibili suscitate da un’ondata di profumi in una cornice mozzafiato. Il gruppo degusta i salumi (realizzati anche dal maiale nero) assieme ai vini delle cantine Pirro di Troia che fa del biologico il suo valore aggiunto.

La “passionata” di Troia davanti l’arcinota Cattedrale

Il gruppo ha anche degustato la “passionata”, dolce tipico di Troia. Una golosità che il pasticcere Nicola Casoli produce in 11 gusti a ricordare il famoso rosone della cattedrale di Troia che, a differenza dei classici rosoni, ha 11 raggi anziché 12.
Ma il territorio è pure in grado di stupire sui piani tecnologico ed evolutivo. Un fulgido esempio viene dall’azienda “Farris”. “Lavoriamo solo ortaggi freschi, coltivati nel territorio della provincia di Foggia dalla Cooperativa Giardinetto”, afferma il presidente Giorgio Mercuri. “Tutti i nostri prodotti – spiega – sono il frutto di una filiera moderna, innovativa e rigorosamente a chilometro zero. Con l’adesione ai protocolli di agricoltura 4.0 abbiamo introdotto l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia che ci permettono di valorizzare al meglio una materia prima già ricca e di qualità”.

Gli ortaggi freschi, coltivati dall’azienda Farris

Per riuscire a incrementare il turismo nell’area geografica di Troia è necessario rendere più solido il legame fra enogastronomia e territorio. Una tesi che trova ampia condivisione da parte degli imprenditori nei numerosi incontri con blogger, operatori turistici e giornalisti. Il vero limite è rappresentato dalle infrastrutture che denotano carenze.
Un po’ di storia. Troia custodisce tesori antichi e dal valore inestimabile. Le sue origini pare siano da attribuire a Diomede, e sono antichissime. Il centro abitato quasi certamente assorbì la città preesistente. Il primo insediamento umano fu rurale e si dedicò alla caccia. Dal VI-V secolo, la città si trasformò in un centro che divenne punto di riferimento nella Magna Grecia.

M. M.

Redazione

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