Tempo di lettura: 2 minuti
La diciassettesima giornata del girone C di Lega Pro porta con sé diverse considerazioni. In primis le osservazioni e le valutazioni vanno fatte con consapevolezza e alto senso critico cercando di non inciampare nello stimolo del tifoso. Facile trappola per ognuno che cerca di guardare il mondo come appare, com’è del resto. Il Catania sta dimostrando di essere più squadra del Benevento e della stessa Salernitana che da queste pagine avevamo indicato con la vittoria in tasca verso la cadetteria. Invece da stasera l’allenatore Raffaele insieme con la punta Inglese devono fare le giuste verifiche e cambiare marcia. La tifoseria salernitana non accetterebbe minimamente un passo falso per una mancata ritorno almeno in serie B. Il pareggio con il Trapani ha innescano una forte contestazione che costringerà la società a prendere provvedimenti concreti gia nell’immediato per l’apertura del mercato invernale. Attenzione al Benevento. Dopo l’esonero di Auteri il nuovo allenatore, Antonio Floro Flores, ha portato a casa in quattro partite ben 9 punti (tre partite vinte e una persa a Cosenza. Dieci goal fatti appena 4 subiti) e domenica a Picerno potrebbe fare dodici punti cinque partite. A tre punti c’è il Cosenza che conquista il terzo posto battendo di misura la leonessa di Picerno. Nulla si può dire dei falchetti di Caserta che strappano in casa del Cerignola un buon punto che fa morale dopo aver preso tre punti alla Cavese nella domenica precedente. Crotone, Monopoli e Potenza vivono tra realtà e illusioni. Il Potenza di De Giorgio è proprio quella che racconta la classifica che in fin dei conti dice sempre la verità. La squadra del Presidente Macchia prima illude con qualche vittoria importante e poi quando si tratta di fare il dovuto salto di qualità fallisce. Questione di mentalità e di spogliatoio. Servirebbe non un allenatore grande ma un grande allenatore. Ma alla fine tra costi e guadagni il Potenza deve accontentarsi di quello che possiede per restare nella categoria. La partita con il Sorrento al Viviani dice cosi. Valutazioni quasi identiche per il Picerno che subisce l’ennesima sconfitta questa volta con il Cosenza e domenica al Curcio c’è la Salernitana. In sala stampa mister Bertotto è sembrato stanco di questa situazione con un mezzo pensiero di andare via. Speriamo nel mercato di riparazione. Picerno è una realta calcistica che non deve morire , merita altro. Sorprende ancora il Giuliano di Capuano che non riesce a trovare una giusta identità ancora una sconfitta in casa con l’Altamura dopo quella di Crotone. Cosa c’è nello spogliatoio che non va? Nel profondo della classifica si naviga a vista. Foggia, Siracusa e Latina insieme con il Picerno dovranno struccarsi e rifarsi come si dice in gergo, eliminare punti neri e invecchiamento precoce, e prepararsi a ricevere i trattamenti successivi con il mercato di gennaio. Troppi goal subiti a fronte di quelli fatti necessitano di inversioni di rotta. Resta sempre la questione della categoria che costa molto tra entrate e uscite la bilancia dei pagamenti di ogni formazione è diventata onerosa. Fate voi.
Oreste Roberto Lanza






