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Si è spento l’onorevole Giuseppe Caroli, come chiamato dai suoi concittadini martinesi don Pinuccio . Si è spento in silenzio senza aspettare il compimento dei suoi 94 anni (nato il 6 dicembre 1931) come nel suo stile di politico garbato, gentile elegante con quel suo modo di parlare esprimendo le sue opinioni non sempre condivisibili ma utilizzando anche la dovuta e giusta ironia. Un parlamentare di altri tempi, uno Statista per il territorio jonico e per la sua Martina Franca che in fondo l’ho amato con la giusta considerazione. Con lui è cresciuta un’idea, un movimento, un partito tanti proseliti insieme con uomini e donne che nel tempo hanno rivestito responsabilità istituzioni negli enti locali e nelle varie associazioni culturali. Figli tutti di questa mente pensante con pillole di visioni che hanno contribuito al miglioramento della sua comunità martinese e del territorio jonico. Alcuni di questi nel tempo poca riconoscenza gli hanno restituito ma lui di mente pensante, con i suoi ragionamenti e le giuste comprensioni ha continuato a portare avanti idee e propositi che in larga parte dovevano interessare il miglioramento della sua terra. Qui non si esclude che gli interessi propri non siano stati presenti nella sua agenda privata, è un impulso divino concessoci dal padre naturale e divino, ma accanto, rispetto ad agli politici del tempo attuale liquido e inutile, aveva annotato anche quelli del popolo quello disagiato, povero e ai margini per ragioni di sovrastrutture non sempre governate dalla politica ordinaria. Insomma, non piace raccontare dei tanti incarichi istituzionali ricevuti, le medaglie di questi tempi non devono avere valore e considerazione. La vera e giusta considerazione è parlare dell’Uomo, di colui che con la giusta delicatezza riesce ad entrare nel cuore di coloro che hanno bisogno. Che sente il bisogno, lo possiede e con la bellezza dei propri ideali lo domina e lo riduce ad opportunità di crescita per le persone trasformandole in risorse autentiche per una comunità.  L’uomo al centro della sua città di Martina Franca che lo dovrebbe onorare con pensieri sinceri, dichiarando la verità fino in fondo, chiedendo scusa quando pur avendo ricevuto un piatto dove mangiare qualcuno ha dimostrato di essere ingrato. Si dice sempre che morte porta con sé tanta ipocrisia più di quella donata in vita. Dinanzi alle sue spoglie tutti quelli che sanno e che oggi gli manifestano vicinanza (si dice che il morto va trattato sempre con i guanti bianchi) dovrebbero rendersi conto di quanto a ognuno di loro ha donato fortuna e benefici anche per i rispettivi figli. Poltrone politiche, sedie amministrative, tavoli da protagonisti. Insomma, don Pinuccio va onorato con sincerità per aver anche lui sbagliato nel dare una posizione a chi non meritava ma anche per lui valeva il detto: Al cuore non si comanda. Dinanzi al morto la veste bianca della sincerità è un atto dovuto!

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.