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(Adnkronos) – “La sicurezza dei cavi sottomarini non è un nice to have, ma un vantaggio competitivo: vogliamo essere i migliori in linea con il nostro ruolo di leader”.  

A sottolinearlo è stato Davide Taddei, Submarine Telecom Business Director di Prysmian, spiegando che i clienti chiedono “soluzioni che mantengano gli asset strategici — digitali ed energetici — sicuri, operativi ed efficienti, con una visione che vada oltre la semplice produzione e posa del cavo”.  

Il suo intervento si è inserito nel panel “Underwater: minacce cyber, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche”, una delle sessioni centrali della conferenza Space&Underwater – Space Economy, Submarine Cables & Cybersecurity, in corso nei Saloni di Rappresentanza della Caserma dei Carabinieri “Salvo D’Acquisto” a Roma. Taddei ha ricordato che il mercato globale dei cavi sottomarini vale oggi “tra i 15 e i 20 miliardi di euro” e che Prysmian “ne detiene circa il 40%”, posizionandosi come leader mondiale. Un ruolo che implica responsabilità: “La sicurezza non è una scelta, è un obbligo”.  

Nel settore dell’energia, ha spiegato, i progetti superstanno miliardi e collegano interi Paesi, diventando fondamentali anche per l’integrazione delle rinnovabili. Sul fronte digitale, invece, le connessioni transoceaniche sono cruciali per data center, comunicazioni e applicazioni Ai: in entrambi i casi, la continuità dell’infrastruttura è vitale. Taddei ha messo l’accento sulla necessità di progettare la sicurezza sin dall’inizio: “Il cavo può essere disegnato in modo più sicuro o meno sicuro: la protezione parte dal design”.  

La strategia, ha precisato, combina tre livelli: un approccio predittivo (“usando i dati che il cavo genera”), un approccio preventivo basato su installazione corretta e procedure rigorose, e un approccio reattivo. “Evitare il danno non è possibile al 100%, quindi dobbiamo essere pronti alla riparazione veloce e sicura”. 

Su questo fronte, Prysmian ha introdotto una novità per il mercato energia: “Abbiamo una nave in stand-by dedicata alla riparazione dei cavi energetici”, una soluzione che può dimezzare i tempi medi di intervento. “Oggi la riparazione di un cavo di energia richiede circa 107 giorni; pensiamo di poter scendere a una cinquantina”, ha spiegato, sottolineando l’importanza delle partnership — come quella con Atlantic Marine — per garantire continuità operativa. “Stiamo affrontando la sfida attraverso innovazione, know-how unico e alleanze strategiche”, ha concluso. 

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Redazione

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