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(Adnkronos) – “Fin dal momento in cui Save the Children ha iniziato le sue attività in Italia, circa vent’anni fa, ci siamo resi conto di quanto fosse difficile conoscere i numeri della realtà sulla quale andavamo a intervenire: i finanziamenti pubblici, i fondi dedicati alla scuola, quelli dedicati ai minori. Un intervento calato in una realtà che non si conosce è difficile da programmare e anche da misurare, dunque abbiamo scelto di dedicare un’enorme attenzione alla raccolta di dati, che ogni anno pubblichiamo nell’Atlante dell’infanzia”. Così Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia, alla cerimonia di premiazione del Premio Save the Children per la ricerca 2025, oggi a Milano. 

Il riconoscimento, alla sua prima edizione, mira a valorizzare ricerche innovative che approfondiscono le condizioni di vita di bambini, bambine e adolescenti e nasce dalla consapevolezza che la ricerca può avere un impatto sulla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.  

“Il dato è per noi un elemento talmente importante, anche per dare riscontro ai nostri donatori e ai nostri stakeholder, ossia i minori sui quali interveniamo nella tutela dei loro diritti, che abbiamo deciso di creare un polo di ricerca al nostro interno, dandogli un certo grado di autonomia – aggiunge – Ci è sembrato quindi un passo positivo e naturale istituire anche un Premio alla ricerca, con cui dare risalto alle migliori ricerche nazionali e internazionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza. Tutto questo nella consapevolezza che il futuro delle organizzazioni come la nostra non può esulare da una collaborazione pubblico-privato che consenta uno scambio di consapevolezza e di conoscenza”. 

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Redazione

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