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(Adnkronos) – “In un momento di grandi trasformazioni, per proteggere e sostenere i diritti dei bambini e degli adolescenti abbiamo ritenuto fondamentale non solo continuare a stare sul campo, non solo rivolgerci alle istituzioni ma anche lavorare sulla ricerca, l’analisi dei dati e la conoscenza. Per i programmi, così come per le scelte della politica, è fondamentale partire non dalle impressioni, dalle sensazioni e dalle emergenze, ma dalla conoscenza approfondita dei dati. Nasce da qui il Polo ricerche di Save the Children: un ponte tra chi opera sul campo dei diritti dell’infanzia e la comunità scientifica che deve accompagnare questo lavoro”. Lo ha detto Raffaella Milano, direttrice ricerca di Save the Children Italia, partecipando oggi a Milano alla cerimonia di consegna del Premio Save the Children per la ricerca 2025, alla sua prima edizione. 

“Ed è questo il senso anche del premio Save the Children per la ricerca: valorizzare quel grande patrimonio di conoscenze sull’infanzia e l’adolescenza che nel nostro Paese esiste e a cui dobbiamo tutti fare riferimento – prosegue Milano – Pensiamo che il premio possa simboleggiare un’alleanza tra la comunità educante che è sul campo, al fianco dei bambini e delle bambine, e la comunità scientifica, perché c’è bisogno della scienza e della conoscenza per interpretare i grandi cambiamenti che attraversano il mondo dell’infanzia. Dobbiamo quindi lavorare insieme”. 

“Abbiamo ricevuto 92 candidature di ricerche provenienti da 45 università e istituti di ricerca. La scelta dei vincitori, che è stata molto complessa, è stata affidata a una giuria multidisciplinare di alto profilo. Tutte le ricerche che premiamo oggi hanno una caratteristica in comune – conclude – ossia si concentrano su condizioni dell’infanzia di particolare vulnerabilità. Credo sia molto importante conoscere queste ricerche e farne tesoro”. 

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Redazione

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