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(Adnkronos) – “La miopia è realmente un disastro: sta esplodendo dal punto di vista epidemiologico in generale, ma accade anche e soprattutto in età pediatrica. Questo rende il problema ancora più significativo, perché nel tempo si deve prevedere che il numero dei pazienti miopi andrà aumentando sempre di più e percentualmente” si stima raggiungeranno il “50% della popolazione nel 2050. E’ il dato a cui si fa riferimento, ma non è detto che non possano essere raggiunti valori addirittura superiori”. Così Francesco Bandello, presidente Apmo (Associazione pazienti malattie oculari) e direttore Unità Oculistica Irccs ospedale San Raffaele di Milano, intervenendo al convegno su sfide e opportunità future della miopia pediatrica, a Roma.  

“La distribuzione geografica nella miopia – spiega Bandello – è disomogenea. Ci sono aree del mondo dove probabilmente per motivi di carattere genetico c’è una prevalenza di miopia più alta rispetto ad altre, faccio riferimento in particolare ai Paesi dell’Estremo Oriente. Questo accade un po’ meno nell’Occidente, ma il problema è che l’Occidente sta cominciando a seguire il trend dal punto di vista epidemiologico”. Oltre alla componente genetica, per Bandello a determinare questa esplosione epidemiologica concorrono elementi esterni. In particolare l’uso eccessivo di schermi e device digitali. “L’applicazione visiva da vicino, che i bambini iniziano a fare in età estremamente precoce e poi protraggono per tutta la vita – illustra lo specialista – è una componente molto importante sul piano patogenetico, cioè sul piano delle cause che possono determinare l’aumento della miopia. Tutti abbiamo presente il bimbo ancora nel seggiolone attaccato al tavolo del ristorante a cui la mamma dà il telefonino per distrarlo. Bene, quel tipo di esercizio visivo da vicino iniziato in età così precoce, che poi non si esaurisce nel ristorante, ma continua a casa, è una causa importante, soprattutto quando non conosce eccezioni, interruzioni”.  

“La regola – indica Bandello – dovrebbe essere quella di interrompere l’impegno visivo da vicino dopo 50 minuti, con 5-10 minuti di stop. Sarebbe sufficiente andare alla finestra a guardare la macchina che passa in strada, piuttosto che i palazzi di fronte. Un’altra cosa utile per contrastare la miopia, sarebbe quella di avere spazi di gioco e di divertimento a uso comune: andare per strada, nei parchi, avere spazi di tempo all’esterno molto maggiori di quanto non siano quelli che possono essere concessi ai bambini oggi”. 

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Redazione

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