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(Adnkronos) – “Il pediatra è l’interlocutore privilegiato delle famiglie e quindi la persona più indicata per arrivare ad una individuazione precoce del difetto visivo e per accompagnarle nei percorsi più opportuni”. Lo ha detto Rino Agostiniani, presidente Sip (Società italiana di pediatria), all’evento dedicato alla miopia pediatrica che si è svolo a Roma. “La difficoltà che attualmente viviamo – ha spiegato – è il raccordo tra l’identificazione del problema potenziale da parte del pediatra e la strutturazione di un percorso di presa in carico dal punto di vista oculistico che consenta di garantire al bambino di essere seguito in maniera sufficientemente tempestiva e accompagnato nella gestione più corretta del difetto”. 

Nella pratica quotidiana, “queste competenze non sono distribuite in maniera uniforme – osserva il presidente dei pediatri – Persistono quindi differenze importanti nelle singole realtà, nonostante ci siano delle indicazioni anche precise per l’inserimento di una valutazione dell’acuità visiva e di altri aspetti relativi alle capacità visive dei bambini nei bilanci di salute che ciclicamente il pediatra di famiglia esegue sui bambini che gli vengono affidati”. Per Agostiniani il coinvolgimento delle famiglie è essenziale. “Sicuramente le famiglie devono avere una consapevolezza” del problema visivo. “Il pediatra – sottolinea – può essere l’elemento fondamentale anche per favorire un cambiamento degli stili di vita che restano comunque il principale elemento protettivo nei confronti dell’insorgenza della miopia. Mi riferisco quindi al tempo trascorso all’aria aperta, alla limitata esposizione a device, soprattutto nei primi periodi della vita, in quelle fasi in cui l’occhio è ancora in una fase di strutturazione”. 

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Redazione

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