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Ieri sera, il Teatroteam di Bari si è trasformato in un lembo della Londra vittoriana, accogliendo con un’aura di febbrile attesa “Sherlock Holmes – Il Musical“, portato in Puglia da Aurora Eventi e firmata da Ad Astra Entertainment e Compagnia delle Formiche. L’ardito compito di tradurre in partitura e passo di danza le intricate macchinazioni della mente di Arthur Conan Doyle si è rivelato non solo un’impresa ambiziosa, ma un trionfo di eleganza e tensione, capace di tenere il pubblico con il fiato sospeso tra un enigma e l’altro.
La regia di Andrea Cecchi ha saputo plasmare un’avventura teatrale che trascende la mera trasposizione, immergendo gli spettatori in un’atmosfera densa di mistero e pericolo, quasi palpabile. La Londra del 1897, a pochi giorni dal Giubileo della Regina Vittoria, non è un semplice fondale, ma un personaggio a sé stante: un labirinto di vicoli fumosi, ingiustizie sociali e intrighi politici che pulsano al ritmo di una narrazione serrata. Al centro di questo crocevia di destini, un Sherlock Holmes in preda alla tedio, orfano del suo Moriarty e assetato di sfide intellettuali, viene catapultato in un complotto che minaccia la corona stessa.
Neri Marcorè, al suo debutto assoluto nel musical, si è calato nei panni del detective con una maestria sorprendente. La sua interpretazione di Sherlock Holmes è stata un equilibrio perfetto tra l’arrogante genialità e l’umanità sottile che si cela dietro la maschera del logico inflessibile. Marcorè non ha solo recitato e cantato; ha abitato il personaggio, conferendogli sfumature inattese e una presenza scenica magnetica che ha dominato il palco. La sua versatilità, già nota in altri ambiti, trova qui nuova linfa, dimostrando un’abilità canora e un’agilità nel movimento che lo consacrano come interprete a tutto tondo. Accanto a lui, un cast di oltre venti eccezionali performer ha dato vita a un mosaico di personaggi, corali e coreografie travolgenti, tessendo una tela vibrante di amicizie, amori inattesi e pericoli imminenti, con il fedele Watson a fare da bussola emotiva e pragmatica.

L’apparato scenico è un vero e proprio coup de théâtre. Le scenografie imponenti e suggestive di Gabriele Moreschi non sono semplici sfondi, ma architetture che respirano, capaci di evocare con realismo e poeticità le nebbie del Tamigi, il fascino oscuro di Baker Street e le sontuose dimore vittoriane. I costumi d’epoca, curati fin nei minimi dettagli da Alba Brunelli e Vanessa Rugi, sono autentici gioielli sartoriali che restituiscono la ricchezza e le contraddizioni di un’epoca. Il sapiente gioco di luci di Emanuele Agliati ha scolpito gli spazi e delineato le atmosfere, passando dalla penombra inquietante di un vicolo alla vivacità di una scena di festa, mentre le coreografie travolgenti di Roberto Colombo e Caterina Pini hanno scandito il ritmo narrativo, aggiungendo dinamismo e spettacolarità.
Il cuore pulsante dello spettacolo è indubbiamente la partitura originale di Andrea Sardi. Le sue musiche, con le liriche di Alessio Fusi e i testi scritti a sei mani con Cecchi ed Enrico Solito, costruiscono un affresco orchestrale che alterna con maestria leggerezza e drammaticità. I brani si fondono armoniosamente con la trama, amplificando l’emozione, sottolineando i colpi di scena e rivelando la complessità psicologica dei personaggi. Non si tratta di mere interruzioni musicali, ma di elementi integranti che portano avanti l’azione e l’introspezione. La supervisione dell’Associazione Sherlockiana Italiana “Uno Studio in Holmes” è un sigillo di garanzia che assicura fedeltà e rispetto nei confronti dell’icona letteraria, un dettaglio che i puristi apprezzeranno.

“Sherlock Holmes – Il Musical” è,un’opera completa, capace di unire l’eleganza letteraria del suo archetipo a un linguaggio scenico moderno e coinvolgente. È un’esperienza che trascina lo spettatore in una corsa contro il tempo tra enigmi, segreti e tradimenti, celebrando la forza dell’intelletto e il coraggio dell’amicizia. Una produzione di grande respiro che, grazie al talento del cast, alla maestria tecnica e a una trama avvincente, ha saputo conquistare il Teatroteam, lasciando il segno come un’indagine brillantemente risolta.
Foto di Eleonora Gagliano Candela (riproduzine riservata)







MiCHELE, CREDIMI, SEI FANTASTICO. MERITI IL MASSIMO DALLA VITA. E TI AUGURO TUTTA LA FORTUNA DI QUESTO MONDO.