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(Adnkronos) – “Il congresso nazionale della società scientifica Ig-Ibd è l’occasione annuale per affrontare diversi temi di innovazione per quanto riguarda le terapie, ma anche in senso più largo sulla gestione, le innovazioni tecnologiche relative alla diagnosi, al monitoraggio delle malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici) che in Italia si stima interessino circa 250mila persone. Non abbiamo ancora strumenti che possano in maniera efficace prevenire lo sviluppo di queste malattie, ma stiamo facendo dei passi avanti. Sappiamo però i fattori su cui agire: aspetti nutrizionali, la diagnosi precoce”. Lo ha detto Massimo Claudio Fantini, segretario generale Ig Ibd, professore ordinario di Gastroenterologia dell’università degli Studi di Cagliari, aprendo oggi il XVI Congresso Ig-Ibd, l’appuntamento che riunisce a Riccione oltre mille specialisti impegnati nella ricerca, nella divulgazione e nella formazione sulle Mici.  

“Sappiamo che queste malattie sono purtroppo affette da un ritardo diagnostico rilevante – spiega Fantini – meno rilevante nella colite ulcerosa, ma assai di più nella malattia di Crohn”. Questo compromette non solo “la gestione processo infiammatorio, ma anche delle complicanze che la mancata di diagnosi precoce può produrre nei pazienti”. Questo congresso, conclude il segretario Ig-Ibd, “punta anche molto sui giovani clinici. I giovani sono la fondamentale risorsa del futuro nella gestione dei pazienti affetti da queste patologie. E’ importante la loro formazione”. 

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Redazione

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