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(Adnkronos) – Ha fatto in tempo a laurearsi, ma non a prendersi cura dell’aiuola che sognava le venisse intitolata, Ornella Vanoni. Era stata lei stessa nell’intervista concessa nel settembre 2024 al Corriere della Sera, in occasione del suo novantesimo compleanno, a chiedere di venire ricordata con un’aiuola. 

“Il teatro Lirico l’hanno dedicato a Gaber, le due sedi del Piccolo a Strehler e a Grassi, la Palazzina Liberty a Fo e a Rame, lo Studio alla Melato. Per me non è rimasto niente. Per questo rivolgo un appello al sindaco Sala: mi dedichi un’aiuola in centro”, chiedeva l’artista milanese. Unica condizione: “La voglio da viva. Adesso. ‘Aiuola Ornella Vanoni, manutenuta da lei’. Me ne prenderei cura di persona. Pianterei fiori e pomodori”. Ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa aveva ribadito il concetto: “Danno tutto da morti, lo facessero da vivi uno è anche più contento”. 

Gioia che Vanoni ha potuto esprimere lo scorso 11 giugno, quando l’Università Statale di Milano le ha conferito la laurea magistrale honoris causa in ‘Musica, Culture, Media, Performance’. Un titolo con cui l’ateneo meneghino ha voluto celebrarla quale “interprete innovativa della musica italiana e artista capace di rispecchiare e interpretare il proprio tempo, ma anche quale simbolo di una Milano vibrante e creativa”. “Io non ho mai studiato, sono cialtrona. I miei sarebbero impazziti dalla gioia a sapere che io ho una laurea”, aveva detto l’artista alla cerimonia di conferimento pochi mesi prima della morte. 

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Redazione

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