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Per alcuni tecnici il punto di non ritorno potrà essere gennaio 2026. Non piove da tempo, i dati che la scarsità di piogge in Basilicata è in linea con una crisi idrica che colpisce il Mezzogiorno, che ha portato a livelli critici nelle riserve idriche, come evidenziato dai dati sui bacini e dalle dighe principali. Poi la situazione è aggravata da un elevato tasso di dispersione idrica (il più alto in Italia secondo l’Istat), causato da condutture vecchie e scarsa manutenzione, che porta alla perdita del dell’acqua destinata all’uso domestico, agricolo e industriale. La siccità attuale ha ridotto drasticamente i volumi d’acqua disponibili nei bacini e nelle dighe. In alcuni casi, la capacità di invaso delle dighe è stata ridotta a causa di necessità di manutenzione e verifiche sismiche, impedendo l’accumulo di tutta l’acqua disponibile durante i periodi di pioggia. Le difficolta si fanno sentire nel settore agricolo: Le previsioni sono negative per gli agricoltori se non ci saranno precipitazioni significative nei prossimi mesi. Ma i paesi lucani risentono di questo problema con continui interruzioni di approvvigionamento determinate dalla chiusura dei rubinetti soprattutto nelle ore serali. I livelli di acqua nei bacini lucani sono in forte calo, con un deficit di 24 milioni di metri cubi rispetto all’anno precedente. Le più importanti dighe della Basilicata sono in continue sofferenze. La diga di Monte Cotugno,una delle sei presenti in Basilicata, la più grande diga in terra battuta d’Europa, con una capacita di tenuta di oltre 450 milioni di metri cubi di acqua al momento ne contiene appena all’incirca 39 milioni. Un grande e attuale malato com’è stato definito da molti per essere la più importante struttura che fornisce acqua alla Puglia e anche al metapontino. Secondo il bollettino quotidiano della disponibilità di acqua utilizzabile nelle dighe di Monte Cotugno e Pertusillo fornito da Acque del Sud (ex Eipli) al 28 ottobre il volume presente nella diga più grande di Europa è sceso da 49.625.000 metri cubi nel 2024 a soli 38.884.000 m³ nel 2025. In un anno sono andati persi quasi 11 milioni di metri cubi di acqua effettivamente disponibile. La diga del Pertusillo ha subito un calo da 48.240.000 metri cubi a soli 27.857.000 metri cubi nel 2025, segnando una perdita di oltre 20 milioni di metri cubi. Solo la diga della Camastra che serve ben 29 comuni intorno a Potenza è portatore di speranze positive infatti i dati appaiono positivi :Si è passati da 1.326.635 metri cubi nel 2024 a 4.176.853 metri cubi nel 2025. Dal 20 ottobre scorso negli schemi idrici interregionali le forniture di acqua alla Basilicata sono state ridotte di 60 litri al secondo. Fino ad ora Acquedotto Lucano fa sapere di aver assicurato la regolarità del servizio mettendo in atto e intensificando una serie di attività: l’ottimizzazione delle riserve dei serbatoi, una significativa riduzione delle perdite, ed una gestione attenta dei flussi. Ma l’assenza di piogge ha costretto l’ente ad adottare ulteriori misure per preservare la risorsa e assicurare la continuità del servizio. Più non piove piu le restrizioni si allargheranno verso più comuni e soprattutto negli orari di utilizzo della preziosa risorse. Ora si chiede il necessario contributo al cittadino lucano con comportamenti responsabili nell’uso dell’acqua, evitando sprechi e utilizzando la risorsa con particolare attenzione. Ma poi la domanda sorge spontanea: Era necessario fare un accordo con gli agricoltori pugliesi per concedere acqua lucana, visto che i lucani soffrono di siccità?. Se al malato gli togli le medicine cosa gli resta?