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(Adnkronos) – “Quello che posso dire al di là del personale piacere di rivedere Vittorio Sgarbi in tv nella sua funzione di critico d’arte, nella presentazione di un volume di particolare valore culturale, è che ho provato un moto di empatia – e con me la maggior parte degli italiani – verso una persona che è uscita da un lungo periodo di difficoltà, come lui stesso ha ammesso, dal punto di vista della salute e dei rapporti con la figlia Evelina”. E’ l’analisi dello psichiatra Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore emerito di Psichiatria dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, che commenta per l’Adnkronos Salute il ritorno di Sgarbi, ieri ospite di Bruno Vespa nella trasmissione ‘Cinque Minuti’ su Rai 1, dopo un anno di assenza da impegni di lavoro per problemi di salute.  

Secondo Mencacci, rivedere Sgarbi in tv è un segnale forte: “Non è ancora il Vittorio Sgarbi che abbiamo imparato a conoscere, ma rivederlo fa ben sperare. E’ un bel messaggio per chi sta soffrendo con problemi di salute mentale, compresa la depressione, e in generale per tutte le persone che stanno attraversando un periodo di difficoltà”.  

“Non è ancora al top, ma la competenza e le capacità cognitive di Sgarbi ieri sera erano di alto livello – sottolinea Mencacci – Questo ci dice che si è presentato davanti al pubblico nonostante non sia in perfetta forma. Altro messaggio importante perché di stimolo: ci ha fatto capire che dobbiamo accettarci così come siamo, anche se non nella migliore forma, anche se non siamo perfetti”, conclude lo psichiatra.  

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Redazione

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