Tempo di lettura: 1 minuto

(Adnkronos) –
Errare è umano. Perseverare è diabolico. Farsi bocciare 128 volte all’esame per la patente va oltre l’immaginazione. Il record appartiene ad un automobilista – o a un’automobilista – nel Regno Unito. L’aspirante driver, riferisce la Bbc sulla base di un report, ha fallito il test teorico per 128 volte spendendo in totale circa 3000 sterline, circa 3400 euro. 

L’esame di teoria nel Regno Unito è stato introdotto circa 30 anni fa e, proprio come in Italia, è il primo step per acquisire la patente. La promozione consente di accedere alla prova pratica. Nel libro dei record negativi, spicca anche l”impresa’ di un altro candidato che ha impiegato ‘solo’ 75 tentativi – e 1700 sterline (1900 euro) – per superare la teoria, che si articola in due fasi. 

 

Nella prima parte dell’esame, gli aspiranti automobilisti hanno a disposizione un’ora per rispondere in modo corretto alle 50 domande sul codice stradale. La seconda parte si concentra sull’individuazione di pericoli stradali in una serie di video. 

Anche l’esame pratico, a quanto pare, si rivela un ostacolo quasi insormontabile per alcuni malcapitati: c’è chi ha avuto bisogno di 37 tentativi e chi, addirittura, di 43 prove. Alla fine, patente conquistata con una spesa di 3200 sterline, oltre 3600 euro. 

 

Nel Regno Uniti, bisogna pagare 23 sterline (26 euro) per sostenere l’esame teorico. La prova pratica costa 62 sterline (70 euro) nei giorni feriali e 75 sterline (85 euro) nei weekend 

Secondo i dati, tra marzo 2024 e marzo 2025 sono stati sostenuti quasi 2,8 milioni di esami teorici, con un tasso di promozione del 44,9%. Nello stesso periodo, sono stati affrontati oltre 1,8 milioni di esami pratici, con semaforo verde nel 48,7%. In un caso su due, quindi, l’esame teorico o pratico si chiude con una bocciatura. 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.