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(Adnkronos) – “Credo che la possibilità di comunicare in tutte le modalità – e oggi il digitale è una modalità – sia di fondamentale importanza, perché i nostri pazienti sono giovani, quindi utilizzano molto i social. Al di là di quella che è la comunicazione diretta che possono avere con noi in una breve visita ospedaliera, è fondamentale tramettere loro delle informazioni su quello che realmente è la sclerosi multipla oggi, su come noi possiamo sostanzialmente combatterla e su come siamo stati in grado di cambiare la storia naturale della malattia. Questo per dare un’informazione corretta e, soprattutto, una visione più positiva, in una progettualità della vita”. Così Claudio Gasperini, coordinatore del gruppo di studio Sclerosi multipla della Società italiana di neurologia e direttore Uoc Neurologia e neurofisiopatologia Ao San Camillo Forlanini di Roma, intervenendo alla presentazione del vodcast ‘Mille Storie’ – realizzato da Merck Italia con i patrocini dell’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e della Sin – di cui è disponibile il primo episodio sul canale YouTube della farmaceutica. 

“Oggi noi medici siamo molto avvantaggiati – spiega Gasperini – perché, mentre la comunicazione di un tempo” puntava a tranquillizzare, anche “senza avere realmente le capacità di cambiare la malattia, oggi abbiamo delle terapie molto efficaci. Abbiamo una sensibilità diagnostica molto elevata: riusciamo a fare diagnosi ancora prima che il paziente abbia manifestato sintomi. E abbiamo visto che, utilizzando in maniera ottimale terapie innovative, cambiamo la storia naturale della malattia. Ad esempio: utilizzando uno dei farmaci più efficaci, si è visto che un paziente può avere una ricaduta ogni cinquant’anni. Questo – sottolinea – significa non avere più ricadute cliniche”. 

La diagnosi prima della comparsa dei segni clinici di malattia è possibile in “tutti quei pazienti che, magari accidentalmente, cioè senza aver mai avuto una sintomatologia clinica, eseguono una risonanza magnetica, nel caso, ad esempio, di un trauma cranico – illustra l’esperto – Questa persona, se presenta dei criteri che sono stati appena pubblicati, può avere una diagnosi di sclerosi multipla. Questo significa che noi stiamo andando incontro a una diagnosi quasi biologica e quindi siamo ancora più in grado di iniziare un trattamento precoce” ed efficace. 

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Redazione

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