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“Il Piano d’Azione nazionale sull’economia sociale rappresenta un passaggio storico: finalmente si riconosce un sistema che da decenni genera valore economico, coesione e sviluppo inclusivo, soprattutto nelle aree interne e più fragili del Paese”. Così Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative Basilicata, commenta l’approvazione del Piano per l’economia sociale coordinato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, attualmente in consultazione pubblica fino al 12 novembre.Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro di Confcooperative nazionale, che ha contribuito attivamente alla stesura del Piano, portando l’esperienza di un movimento cooperativo radicato nei territori e capace di offrire risposte concrete ai bisogni delle comunità. Il documento nasce in risposta alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 27 novembre 2023, che invita gli Stati membri a promuovere condizioni favorevoli all’economia sociale. Ma l’Italia ha saputo andare oltre, costruendo una strategia che riconosce pienamente il ruolo generativo delle imprese che mettono al centro le persone e non il profitto.“Oggi l’Italia riconosce pienamente la funzione trasformativa della cooperazione – prosegue Bruno – quella capace di fare impresa nei territori, senza delocalizzare, reinvestendo valore economico nella comunità. È un punto di svolta che arriva dopo anni di lavoro silenzioso delle nostre cooperative, che in Basilicata sono attive nei settori più diversi: dall’agroalimentare all’abitare, dalla cultura alla sanità, dall’energia rinnovabile ai servizi educativi”. Il Piano propone una cornice organica per sostenere questo sistema, introducendo strumenti concreti: regole fiscali più equeaccesso al credito e a investimenti a impatto socialesostegno alla co-programmazione con gli enti localipromozione delle comunità energeticheaggiornamento dei codici Ateco per le attività multifunzionalivalorizzazione del patrimonio immobiliare inutilizzato e rafforzamento delle reti imprenditoriali. “Per una regione come la Basilicata – aggiunge Bruno – questo Piano può fare davvero la differenza. Le nostre cooperative dimostrano ogni giorno che è possibile fare impresa con responsabilità, anche nei contesti più fragili e spopolati. Ma troppo spesso si trovano penalizzate da strumenti pensati solo per modelli aziendali tradizionali. Servono politiche su misura, strumenti di finanza paziente, un’amministrazione pubblica più preparata e attenta alla specificità del modello cooperativo”. Confcooperative Basilicata guarda con attenzione al processo di attuazione del Piano e auspica che, accanto al riconoscimento nazionale, si aprano presto tavoli regionali per declinarne i contenuti in misure concrete per lo sviluppo locale. “Il Piano – conclude Bruno – è un invito ad agire come sistema. Non chiede privilegi, ma coerenza. È tempo che l’economia sociale, e con essa la cooperazione, entri pienamente nelle politiche pubbliche come leva strategica per costruire un’economia radicata, giusta e generativa, in Basilicata e in tutto il Paese”.
Redazione

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