Tempo di lettura: 1 minuto

(Adnkronos) – Quella di Beatrice Venezi al Teatro La Fenice “non è una nomina politica, è facoltà del sovrintendente” farla. Lo dice Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura a Montecitorio, rispondendo a una domanda di Report, che andrà in onda stasera, che lo stesso deputato di Fratelli d’Italia pubblica sui social scrivendo: “Questa sera ci sarà una mia intervista a Report sulle procedure di nomina del governo Meloni. A differenza di molti altri, ho concesso l’intervista, pur non condividendo il giornalismo a tesi che questa trasmissione rappresenta. Vediamo se verrà – ancora una volta – strumentalmente manipolato il mio pensiero”. 

Federico Mollicone su Beatrice Venezi: “E’ una bravissima professionista e artista” 

Il sovrintendente è espressione nostra? “La domanda è falsa e sbagliata. Perché non è una nomina politica, è una nomina prevista dalla legge italiana, fatta da un ministro della Repubblica italiana, che segue la legge sulle fondazioni lirico sinfoniche – precisa ancora -. E’ facoltà del sovrintendente nominare il direttore musicale” e il sovrintendente “è espressione di un governo eletto da milioni di italiani”.  

“Ammetto che” la nomina di Venezi “è espressione della legge italiana, avete fatto un grande scoop!”, ironizza Mollicone, che poi dice: Venezi “è una bravissima professionista e artista”. Ha ricevuto il premio Atreju 2021, “e quindi? Quindi è discriminazione? C’è una legge in Italia contro la discriminazione politica. Lei sta facendo discriminazione politica. Anche se avesse simpatia per un governo rispetto a un altro? Qual è il problema?”.  

politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.