Tempo di lettura: 2 minuti

(Adnkronos) – “Serve ‘disarmare gli animi e le parole’ per poter realmente favorire la pace”. E’ quanto ha detto il Capo dello Stato Sergio Mattarella citando il Papa. “Faccio mio il suo appello di pochi giorni fa, in occasione della visita al Quirinale, affinché come ha detto si continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo e perché sempre più si coltivino e si promuovano principi di giustizia, di equità tra i popoli”. “La pace va cercata, coltivata e osata, per citare l’evocativo titolo ‘Osare per la pace’, scelto quest’anno” dall’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio. 

“Nel vicino e Medio oriente, in Ucraina, in Sudan, in tante altre parti del mondo quanto occorrerà per restaurare i rapporti tra le persone. Condivido le parole del rabbino capo Goldschmidt: è necessario cambiare e cercare insieme la pace. Oggi il coraggio di usare la pace assume un valore ancora più prezioso”.  

“Notizie giunte nei giorni scorsi da Gaza, dopo gli accordi di Sharm el Sheikh, con i primi passi d’intesa tra le parti in conflitto in Medio Oriente e con il rilascio degli ostaggi, ci ricordano che i processi di pace hanno bisogno di perseveranza, di pazienza, di lavoro di mediazione, di assunzione di responsabilità. Istituzioni, diplomazie e numerosi altri facilitatori di pace, incluse le comunità religiose, svolgono quest’opera giorno dopo giorno spesso lontano dai riflettori e senza ambire a superflui riconoscimenti esteriori”.  

“Vorrei qui, anche come viatico per i gruppi futuri richiamare una frase del Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayeb, che parlando di pace e di fratellanza intrareligiosa ha ribadito la necessità per tutti di innalzare lo stendardo della pace anziché quello della vittoria e sedersi al tavolo del dialogo. Alla forza della prepotenza, va contrapposta alla forza tranquilla delle istituzioni di pace”. 

politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.