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Studioso di teatro, regista, uomo di cultura, scrittore con una buona penna e un ottimo inchiostro potrei dire simpaticamente. Non sono interessato ai colori politici ma alle idee e agli uomini quelli che contribuiscono a far crescere il presente e il futuro con uno strumento formidabile che è la cultura; che non è saper scrivere grammaticalmente bene.
Carlo Di Lonardo quando ho avuto modo di ascoltarlo ho capito di trovarmi di fronte ad una risorsa autentica per la citta di Martina Franca e non solo. Poi quando mi ha, con la sua serafica garbatezza, consegnato il suo pamphlet “Paolo Grassi- il valore civile del teatro” Arduino Sacco editore– ho cercato di raccogliere il mio miglior tempo per andare a fondo su questa persona. Un vecchio detto, sempre attuale, dice: “i simili cercano i propri simili”. Di Lonardo e Paolo Grassi? Probabilmente è in atto un innamoramento, un volersi cercare, trovarsi ed ascoltarsi. Le pagine, oltre cento, indicano questa ipotesi: un desiderio di capire fino in fondo un uomo di cultura che ha dato tanto alla sua Martina Franca, seminando semi buoni per un formare alla cultura autentica. Dentro questo suo cofanetto c’è un lavoro prezioso perché contiene un alacre lavoro di ricerca di documenti, pensieri e materiali inediti che raccontano la sua formazione e il ruolo da protagonista nel panorama teatrale italiano. “Tante difficolta per recuperare il materiale, ma tante energie soprattutto perché alcuni materiali sono stati trovati nel mio periodo universitario dove c’era entusiasmo, forza dell’età. È stato un lavoro preziosissimo”. Le parole dell’autore a margine di una manifestazione di presentazione delle sue meravigliose pagine. “Sono un meridionalista per sangue e sentimento. Una parte importante di quello che può essere il successo della mia vita lo devo alla fantasia, all’umanesimo della gente del Sud , alla civiltà contadina del Sud”. Questo, tra i tanti pensieri di Paolo Grassi attratto fin da adolescente dal teatro quanto appunto Carlo Di Lonardo che con accuratezza sembra scavare in profondità in questo eccelso uomo, quale Paolo Grassi, alla ricerca degli ingredienti e della giusta metodologia per riportare sul palcoscenico quel teatro che ha dettato cultura, speranza e grandi emozioni da Nord a Sud e all’interno della città di Martina Franca. La domanda che un lettore, sfogliando le pagine del libro con fame di curiosità, è obbligato a farsi : Martina Franca avrà forse nel lungo periodo un altro Poalo Grassi? In quella utopia culturale di Grassi e menzionata nel finale del suo libro dall’autore potrebbe trovarsi la chiave di quello che in futuro o già nel presente vuole realizzare Carlo Di Lonardo. Sarebbe un bel seguito per un giovane di speranze giuste. Un libro da acquistare subito .
Oreste Roberto Lanza






