Tempo di lettura: 3 minuti

É ancora possibile raccontare una fiaba oggi? Come vivrebbe il nostro presente un personaggio tanto noto come Pinocchio?

Il regista Roberto Romeo ha cercato una risposta, con un’originale rivisitazione in chiave moderna di uno dei più grandi classici della letteratura per l’infanzia: “Occhio…a Pinocchio”, rappresentato al teatro “G. Fava” di Modugno.

Lo spettacolo è rivolto a un pubblico eterogeneo ma in particolare a studenti della scuola secondaria e a genitori e insegnanti.

Perché proprio Pinocchio? “È una fiaba morale dove c’è tanto insegnamento per i genitori che spesso sono impreparati alla loro mansione, alla loro vera missione. E qui abbiamo un po’ capovolto la situazione, cioè il genitore è sotto processo” spiega il regista.

Nella rappresentazione sin dalla prima scena infatti vediamo in tribunale, accusato di cattiva paternità Geppetto, interpretato da Mimmo Lavermicocca, il quale con la sua vivacità e simpatia ha dato voce a uno dei padri più esemplari della letteratura.

In realtà tutto il complotto é gestito da dei manipolatori, il gatto (Alessandra Cassone, anche nel ruolo di Lucignolo) e la volpe (Alessia Salvatori, anche nel ruolo dell’avvocato e dell’algoritmo), ma anche il mangiafuoco (Carmelo Rotunno), che simboleggiano i bulli e i criminali che rischiano di manipolare i ragazzi. Questi attori, oltre a dar prova della loro straordinaria versatilità, hanno reso giustizia a dei personaggi che seppur poli negativi, nel loro realismo hanno veicolato un messaggio molto incisivo.

Il protagonista Pinocchio (Viviana Caldarone) allevato con amore e dedizione dal padre, e dagli insegnamenti della preziosa Fata Turchina (Mariangela Dragone), nonostante venga indirizzato verso l’istruzione, viene attratto dal mondo dei balocchi, rappresentato in modo moderno dai social: é un mondo che istiga al dolce far nulla, un mondo in cui conta solo il successo e la popolarità, un mondo dominato dall’ossessione per i follower. 

Degna di nota e magistrale l’interpretazione da parte di Viviana Caldarone, attrice molto giovane ma talentuosa, con grande espressività anche linguistica che ha coinvolto la platea dalla prima battuta; anche Mariangela Dragone ha fatto la sua figura, spiccando per la sua corretta dizione e per aver abilmente condotto il filo narrativo della fiaba, senza annoiare mai.

Nel riadattamento, il regista sceglie di dedicare un personaggio (Algoritmo) anche a un tema molto attuale e a lui caro: l’intelligenza artificiale, un’altra realtà che oramai sta permeando sempre più il mondo dei social. Emblematica la battuta in cui avverte Pinocchio che le orecchie da asino gli hanno fatto guadagnare più follower, sottolineando come online l’ignoranza vada spesso “più di moda”.

Lo spettacolo si conclude con un lieto fine, ma con un messaggio importante.

Il regista propone una riflessione su argomenti attuali e molto vicini specialmente all’adolescenza: la manipolazione e il bullismo che si intrecciano in un ambito tanto complesso quanto controverso come quello dei social media, piattaforme ormai alla portata di tutti e con cui molto spesso i ragazzi più piccoli non sanno far bene i conti.

“Ci sono delle risorse meravigliose nella tecnologia di oggi, ma se non usate adeguatamente e senza il controllo dei genitori si rischia molto” dichiara il regista.

Mediante la leggerezza e il coinvolgimento tipici della commedia, ma con una profonda fiducia nel potere terapeutico e didattico del teatro, Roberto Romeo vuole stimolare un uso ragionato dei social media.

Ha affermato di essere stato ispirato nella sceneggiatura da colloqui con i suoi allievi: un contributo fondamentale per lui nella modernizzazione del linguaggio, in modo tale da empatizzare al meglio con il pubblico più giovane.

Si può giudicare ben riuscito l’esperimento teatrale: una riscrittura fedele e coerente della fiaba che é stata in grado di mantenere il fine pedagogico che nel secondo ‘800 animò Carlo Collodi; un insegnamento declinato sulla contemporaneità, sui suoi aspetti oramai quotidiani e sui suoi costanti rischi, un paese dei balocchi che spesso non é avvertito come tale. 

Foto di Veronica Cassano (riproduzione riservata)

Veronica Cassano