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“In Italia aumenta la sopravvivenza dei pazienti oncologici, con le morti che sono diminuite del 14,5% negli uomini dal 2020: è il dato migliore in Europa. Fondamentali la prevenzione primaria che per alcune neoplasie, come il tumore al polmone, ha giocato un ruolo essenziale,  gli screening e le cure sempre più innovative ed efficaci. Ma abbiamo anche dati confortanti sull’aspettativa di vita dei pazienti oncologici italiani. Chi si ammala ha di fronte a sé mediamente un outcome favorevolmente confrontato con quello degli altri Paesi, grazie all’efficienza della gestione di questi pazienti, quindi diagnosi precoce e tempestività ed efficacia dei trattamenti. Quindi dobbiamo tenerci stretto il nostro prezioso Servizio sanitario nazionale che è a rischio, nel senso che la sostenibilità e la qualità dell’offerta complessiva non è garantita nel prossimo futuro. Per questo motivo come Aiom chiediamo fortemente che siano investite sempre più risorse e, chiaramente, dal nostro punto di vista dipenderà dall’appropriatezza delle scelte che faremo in termini di diagnosi e di terapie. Il Servizio sanitario nazionale funziona, eccome. Ma per continuare su questa strada e assicurare le cure migliori a tutti, ci vogliono persone formate e risorse”. Così all’Adnkronos Salute, Massimo Di Maio, il presidente eletto Aiom (Associazione italiana oncologia medica) al congresso annuale della European Society for Medical Oncology (Esmo) a Berlino, commenta la stima del calo di mortalità per tumore in Italia tra il 2020 e il 2025 – il 14,5% negli uomini e il 5% nelle donne –  il dato migliore nel Vecchio Continente.

Redazione

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