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(Adnkronos) –
Parte domani la girandola delle audizioni in Parlamento sul Dpfp, il Documento programmatico di finanza pubblica che fissa la cornice della legge di Bilancio attesa al varo in Consiglio dei ministri a metà mese.  

Le commissioni riunite di Camera e Senato a Palazzo Madama ascolteranno martedì Istat, Cnel e Corte dei Conti; mercoledì toccherà a Bankitalia, Upb e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Lo stesso giorno in Cdm è atteso un primo giro di tavolo sui contenuti della manovra; l’articolato vero e proprio invece arriverebbe in Parlamento entro fine ottobre per dare il via alla sessione di bilancio. Venerdì sera, a Borse chiuse, è invece atteso il giudizio di S&P sui conti italiani. Un verdetto che arriva in un contesto favorevole visto il recente rialzo del rating da parte dell’agenzia ‘consorella’ Fitch. 

 

Intanto, approvato l’aggiornamento delle stime su conti e Pil nel Dpfp, accelerano i lavori nel cantiere della manovra che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già lunedì 13 ottobre e finanzierà interventi per almeno 16 miliardi. Il 60% di queste coperture (circa 10 miliardi di euro) arriverà da tagli di spesa, la parte restante dalle entrate. Per le risorse il governo potrà contare anche su 2,3 miliardi in deficit, pari a 0,1 punti percentuali di deficit-Pil che emergono dallo ‘scarto’ tra il tendenziale nel 2026 (al 2,7%) e il programmatico (2,8%). Il deficit a consuntivo per 2025 dovrebbe invece chiudere appena sotto la stima del 3% indicata nel Dpfp consentendo l’uscita dalla procedura Ue in primavera.  

 

Il menù della manovra è in piena elaborazione con l’obiettivo di portare a casa il taglio dell’Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro e
la pace fiscale. Tra le conferme si andrebbe verso una proroga dell’Ires premiale per le imprese che assumono e investono, mentre tra le misure per le famiglie è atteso il potenziamento del bonus mamme lavoratrici, oggi a 40 euro mensili per i redditi fino 40mila euro.  

 

Tra i nodi da sciogliere, oltre alle risorse per i tagli fiscali, c’è il capitolo pensioni. Il Dpfp non dà indicazioni in merito ma sul tavolo del governo c’è la patata bollente dell’aumento di tre mesi dell’età pensionabile previsto per il 2027 a 67 anni e 3 mesi in linea con l’aumento dell’aspettativa di vita. Lo stop tout court dello scalino costerebbe circa 3 miliardi a regime, troppi per le casse dello Stato. Da qui l’ipotesi di una versione più selettiva per restringere la platea dei beneficiari, congelando il rialzo per chi ha già compiuto 64 anni nel 2027. (di Luana Cimino) 

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