Tempo di lettura: 2 minuti

(Adnkronos) –
Spencer Elden, il neonato immortalato sulla celebre copertina dell’album Nevermind dei Nirvana, ha perso la sua battaglia legale contro la storica band grunge. Una corte federale statunitense ha stabilito che l’immagine in questione non costituisce pornografia infantile, rigettando le accuse mosse dall’uomo contro il gruppo musicale statunitense e il fotografo Kirk Weddle. Elden, oggi trentenne, apparve nel 1991 all’età di quattro mesi nella celebre fotografia subacquea, completamente nudo, mentre ‘insegue’ un biglietto da un dollaro legato a un amo da pesca. L’immagine divenne una delle copertine più iconiche della storia della musica, contribuendo al successo globale di Nevermind, considerato uno dei più grandi album di tutti i tempi. 

La denuncia, inizialmente presentata nel 2021, sosteneva che l’immagine fosse una forma di “sfruttamento sessuale minorile” e che Elden avesse subito danni duraturi. I suoi legali avevano affermato che la diffusione globale della fotografia lo aveva legato per sempre a una forma di “esposizione sessuale non consensuale”. Tuttavia, il giudice distrettuale di Los Angeles Fernando Olguin ha respinto l’accusa, affermando che “né la posa, né il punto focale, né il contesto suggeriscono un comportamento sessualmente esplicito”. Olguin ha paragonato la fotografia a una comune immagine familiare di un bambino durante il bagnetto, sottolineando che la sola nudità infantile non è sufficiente per rientrare nei parametri della pornografia infantile secondo la legge statunitense. 

“La nudità deve essere accompagnata da altri elementi che rendano la rappresentazione visiva lasciva o sessualmente provocatoria”, ha scritto il giudice nella sua motivazione. Inoltre, sono stati considerati fattori determinanti la presenza dei genitori di Elden allo scatto, il fatto che il fotografo fosse un amico di famiglia e che Elden, negli anni, avesse più volte abbracciato pubblicamente la propria immagine sulla copertina, partecipando a eventi e ricostruzioni fotografiche, in alcuni casi a scopo promozionale. 

Gli avvocati della band hanno accolto con favore la decisione: “Siamo lieti che il tribunale abbia posto fine a questa causa infondata, liberando i nostri clienti dalle false accuse”, ha dichiarato un legale dei Nirvana. Dal canto loro, i legali di Elden hanno annunciato l’intenzione di presentare appello, ribadendo il loro impegno contro lo sfruttamento minorile nell’industria dell’intrattenimento. “Finché l’industria darà priorità ai profitti rispetto alla privacy e alla dignità dei minori, continueremo a lottare per maggiore consapevolezza e responsabilità”, ha dichiarato James R. Marsh dello studio Marsh Law Firm. (di Paolo Martini) 

 

spettacoli

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.