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Si dice sempre che essere maestri significa più che impartire nozioni implica ispirare e guidare, stimolando negli allievi la scoperta interiore e la crescita personale. Un buon maestro riconosce e nutre il potenziale altrui, ma soprattutto non smette mai di imparare e di mettersi in discussione, desiderando essere superato dai propri allievi e preparando il terreno affinché lascino un segno duraturo nel mondo. Premetto che non ho avuto l’onore e il piacere di conoscerlo ammirandone le sue capacità e soprattutto rubando il mestiere. Ma i respiri e le voci che si avvertono anche nel suo primo anno dalla scomparsa mi permettono di lasciare una goccia di inchiostro su queste nostre pagine. Il 30 settembre di un anno fa si spegneva Pino Anzalone. Leggendo della sua vita come professionista posso accodarmi ai tanti, molti, che lo hanno definito una delle colonne del giornalismo lucano. Un curriculum che si fa fatica a leggere tutto : Per trent’anni caporedattore dell’edizione lucana della Gazzetta del Mezzogiorno, direttore del Quotidiano della Basilicata; ha iniziato la sua carriera negli anni Sessanta, collaborando con i quotidiani Il Mattino, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, Gazzetta del Sud, Gazzetta dello Sport, Roma ed i periodici Panorama, Selezione, Domenica del Corriere. È stato anche corrispondente del Corriere della Sera e dell’Ansa. Grande l’impegno nelle organizzazioni di categoria. Tra i fondatori dell’Associazione della Stampa di Basilicata, per tanti anni consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Da più parti si dice che sia stato una grande fonte di ispirazione per chi ha desiderio e volontà di raccontare il territorio con imparzialità e correttezza. Un giornalista capace di percepire e anticipare i mutamenti del suo tempo, si dice negli ambienti lucani dell’informazione;  un giornalista di passione, un attento osservatore della realtà. Un giornalista che usava le suole delle proprie scarpe per portare a casa dei lucani il fatto e non il suo orientamento. Il giorno e la notte erano la stessa cosa per cercare di delineare una corretta visuale del tempo che scorre in terra di Lucania. E allora perché non raccontare di questo uomo che avrei voluto conoscere facendo, come si dice dalle parti nostre, quattro passi in libertà. Dopo Trufelli con Anzalone vengono meno i Maestri lasciando sulla strada interessanti insegnanti che cercano di consigliarti, di orientarti favorendo sé stessi, in alcuni casi docenti ideali ma alla fine senti che ti manca qualcosa : Appunto il maestro di vita, quello che stimola la curiosità, ispira, tocca la mente e il cuore dell’allievo guidandolo nel processo di scoperta di sé e del proprio destino. Pino Anzalone tutti dicono che era questo. Allora almeno per conservare i suoi principi e le sue metodologie un ricordo va speso con inchiostro buono perché adesso “fuori fa freddo”.

Oreste Roberto Lanza

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.