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Viaggio nella Sanità lucano continua. L’attualità mette al centro dell’attenzione il processo partecipativo per la creazione di un Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona e alla Comunità per il periodo 2026–2030. L’Assessore regionale alla Sanita, Cosimo Latronico , nell’incontro di Potenza ha precisato che “Il Piano che stiamo costruendo non può essere un documento calato dall’alto, ma deve nascere da un dialogo qualificato con chi conosce i territori, i bisogni e le fragilità del nostro sistema”. Sembra quasi che l’Assessore Latronico riconosca al nostro giornale e alla redazione Lucana, il nostro impegno messo in campo ad inizio dell’anno dedicato ad ascoltare le piccole e silenziose istituzioni che vivono in trincea. In fin dei conti la fase dell’ascolto di quello che dicono i Sindaci è fondamentale per raccogliere le istanze di chi vive e lavora nella sanità e nel sociale. Allora, se permette Assessore, noi continuammo il nostro lavoro perché alla fine il progetto poi si realizzi in tempi pure rapidi. Perché la salute è più importante di una striscia di tricolore messa sulle spalle. Da Nord , dopo Venosa, andiamo a Matera dove ci attende il sindaco Antonio Nicoletti impegnato a realizzare i progetti promessi in campagna elettorale. Gentile come al solito, garbato nella sua disponibilità concede un attimo prima di riprendere il suo difficile lavoro in una città che attende dal suo mandato novità importanti.

Sindaco la sanità in Basilicata non vive una buona stagione. I dati evidenziano diverse criticità. Ma nei territori, nei Comuni il dato sembra diverso. Il suo comune può raccontare cose diverse?

“Certamente la sanità lucana sta attraversando un momento complesso, con criticità che conosciamo bene: carenza di personale, liste d’attesa, difficoltà organizzative. Tuttavia, a livello locale, il quadro è diverso, e in alcuni territori, come Matera, tornano a registrarsi segnali positivi. Nella nostra città, infatti, stiamo assistendo a un impegno concreto per migliorare i servizi, sia sul piano delle strutture che su quello dell’organizzazione interna. Pensiamo ai progressi in alcuni reparti che hanno aumentato la loro capacità operativa, all’attivazione di nuovi servizi e alla maggiore attenzione al rapporto con i cittadini. È chiaro che non possiamo fermarci: serve continuare a lavorare insieme, Comune, Regione e Asm, perché i miglioramenti diventino stabili e non rappresentino solo eccezioni. La sanità è un diritto fondamentale e Matera, come capitale culturale e città che guarda al futuro, merita di essere un modello positivo per l’intera Basilicata”

Come tutti i comuni lucani la percentuale di popolazione anziana è sempre alta e sempre da attenzionare. Cosa nel suo comune, si sta facendo oppure si è fatto o cosa sarebbe utile fare?

Il dato percentuale di anziani nella nostra comunità in costante aumento riflette quello nazionale ed europeo, ma va visto anche come un’opportunità: gli anziani custodiscono esperienze, valori e legami che sono fondamentali per la nostra identità collettiva. Come amministrazione comunale stiamo già lavorando su più fronti, a partire dai servizi sociali e dall’assistenza domiciliare a supporto delle persone non autosufficienti e dalla promozione di centri di aggregazione e attività culturali per contrastare solitudine e isolamento. Inoltre, siamo in prima linea nel sostenere iniziative per la prevenzione e la promozione di stili di vita sani, e lavoriamo per rendere più fruibili gli spazi pubblici.
Sarebbe utile anche favorire l’incontro tra giovani e anziani, con il chiaro obiettivo di fare in modo che i cittadini più anziani possano vivere bene e da protagonisti.

Un pensiero sorge spontaneo. Si dice che mancano i medici postazioni di guardia medica ma non è che alla fine manca un piano concreto di unire i territori secondo le esigenze che si manifestano nei suoi comuni?

“La carenza di medici di guardia è un problema serio e sentito da tutti i cittadini. Ma oltre al reperimento di più personale, è il caso di organizzare meglio i servizi. Per questo stiamo lavorando per elaborare un piano concreto che tenga conto delle esigenze reali di ciascuna comunità.
Occorre però unire le forze: mettere in rete i presidi, distribuire le risorse in modo equilibrato e, quando necessario, prevedere servizi condivisi tra comuni vicini. Solo così possiamo garantire assistenza continuativa, ridurre i disagi e dare risposte certe alle famiglie. Non si tratta di un’operazione semplice, né sarà immediata, ma un piano di coordinamento territoriale è la strada giusta per individuare un’opportunità di collaborazione tra i nostri territori”. mettere in rete i presidi, distribuire le risorse in modo equilibrato e, quando necessario, prevedere servizi condivisi tra comuni vicini sembra una buona idea di partenza poi serve qualcosa in più …….

Oreste Roberto Lanza

 

 

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.