Tempo di lettura: 1 minuto

(Adnkronos) – “Non dovrebbero esserci problemi a ricostruire la dinamica dello sconfinamento del/dei droni russi in territorio polacco. Nell’area, come in tutto il confine est della Nato, gli occhi sono da tempo molto attenti, e, per inciso, in questa attività di sorveglianza attenta l’apporto italiano è di prima grandezza e di grande pregio operativo. Anche le penetrazioni dello spazio a bassa quota non passano inosservate grazie all’integrazione praticamente continua dei sensori radar terrestri e di altro tipo con vettori radar in volo. La Polonia e la Nato quindi dovrebbero sapere esattamente cosa è accaduto ed in quali termini”. A dirlo all’Adnkronos è il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa, commentando i droni abbattuti in territorio polacco. 

“Semmai più complicato risalire al perché, alle motivazioni alla base dello sconfinamento. L’ipotesi della involontarietà è piuttosto ardua trattandosi di un drone, un mezzo lento, pilotato da remoto e in genere, in assenza di disturbi elettromagnetici, in costante consapevolezza della propria posizione. Di conseguenza – spiega Tricarico – non è infondato ritenere che l’atto sia stato deliberato”.  

“Il perché di un simile comportamento – continua il generale – è il quesito dirimente. Chi fa sorveglianza aerea in aree o periodi di tensione sa che spesso lo sconfinamento è funzionale a saggiare la risposta della Difesa Aerea in termini di avvistamento e reazione. Se fosse questo il caso, la Russia dovrebbe aver avuto conferma della reattività del sistema anche per penetrazioni a bassa quota. L’auspicio – conclude Tricarico – è che l’episodio non travalichi i limiti di un contenuto incidente piuttosto ordinario e che non si voglia conferire al comportamento russo intenzioni di altro e più grave tipo”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.