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Progetti come la piattaforma Salute Basilicata e il Fascicolo Sanitario Elettronico mirano a migliorare l’accesso ai servizi e l’efficienza, mentre si investe nel potenziamento di ospedali, ambulatori locali e telemedicina, specie per le aree interne. L’obiettivo è rendere il sistema sanitario più vicino ai cittadini e garantire un’assistenza equa e di qualità. Si parla di potenziamento del personale di nuove infrastrutture e tecnologie avanzate ,di efficienza e sostenibilità. La domanda è sempre quella e ricorrente : Ma i territori, le aree interne della Lucania avvertono queste novità? Siamo a Cersosimo, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino nella Valle del Sarmento. Il borgo è noto per il suo centro storico medievale, l’Acropoli greco-lucana sul Monte Castello, il Palazzo Valicenti e il Museo archeologico greco-lucano. Ci accoglie con la solita gentilezza  sorridente e la semplice garbatezza la Sindaca Domenica Paglia per parlare di Sanità nel suo borgo.

Sindaco, la sanità in Basilicata non vive una buona stagione. I dati evidenziano diverse criticità. Ma nei territori, nei Comuni il dato sembra diverso. Il suo comune può raccontare cose diverse?

“Preciso subito che nei piccoli comuni la parola Sanità si traduce in Medico di base e Guardia Medica. A partire dal 1° giugno 2025, il Comune è privo di un medico di base  a seguito del pensionamento del medico. Questa situazione non è un semplice disguido amministrativo, ma una vera emergenza sanitaria che mette a serio rischio la salute di tutti i cittadini. L’assenza di un medico di base in una comunità rappresenta una minaccia reale per la sicurezza sanitaria del territorio, con conseguenze devastanti per chiunque necessiti di assistenza medica. Dopo una lunga e faticosa lotta, è stato trovato un medico che può intervenire una volta a settimana, il martedì. Gli abitanti, tra cui anziani, bambini, persone con patologie croniche e soggetti vulnerabili, sarebbero altrimenti costretti a percorrere distanze anche molto lunghe per accedere alle cure primarie, con tempi di attesa significativamente aumentati e maggiori rischi in caso di emergenze (spero tanto che si ammalino solo di martedì). La salute di queste persone è già fragile e ora è ulteriormente compromessa”.

Come tutti i comuni lucani la percentuale di popolazione anziana è sempre alta e sempre da attenzionare. Cosa nel suo comune, si sta facendo oppure si è fatto o cosa sarebbe utile fare?

Particolarmente critica è la situazione per la popolazione anziana, che rappresenta la maggioranza dei residenti. Per loro, il medico di base non è solo un professionista sanitario, ma un autentico pilastro di sicurezza, serenità e gestione delle patologie croniche. L’apporto di un medico supportato da un’infermiera di comunità potrebbe fare una differenza sostanziale, offrendo sorveglianza sanitaria continua, monitoraggio dei parametri vitali, gestione preventiva e interventi rapidi in caso di peggioramenti. Al momento, gli anziani ricevono spesso assistenza dai familiari, che però non sostituisce completamente la figura professionale né garantisce una copertura costante e specializzata. Lo stesso vale per la nostra struttura residenziale per persone non autosufficienti (RASS1), dove è urgente disporre di un medico dedicato per assicurare la sorveglianza sanitaria, la pronta gestione di emergenze e la continuità delle cure. La presenza di un punto di riferimento medico affidabile è fondamentale per coordinare il piano assistenziale, evitare ritardi nelle cure e ridurre il carico emotivo e operativo sul personale assistenziale. In assenza di questa figura, la salute degli ospiti resta a rischio e la qualità della vita può diminuire significativamente”.

Un pensiero sorge spontaneo. Si dice che mancano i medici postazioni di guardia medica ma non è che alla fine manca un piano concreto di unire i territori secondo le esigenze che si manifestano nei suoi comuni?

 “La carenza di medici non si limita a un semplice disguido: è una violazione del diritto fondamentale alla salute dei cittadini e un disservizio che trascende ogni livello di tolleranza. Le categorie più vulnerabili della popolazione, tra cui anziani, persone con disabilità e le fasce sociali meno assistite, rischiano di essere lasciate prive di accesso tempestivo a cure essenziali. Questa situazione provoca ritardi nelle diagnosi e interruzioni nella continuità delle cure. È urgente implementare misure strutturali che garantiscano la presenza di medici di base, in ospedali con specialisti, infermieri e personale OSS, e una capacità di risposta rapida alle necessità sanitarie urgenti, al fine di salvaguardare la dignità, la sicurezza e la qualità della vita di tutti i cittadini, con particolare riguardo alle fasce più vulnerabili”. Una sanità lucana ancora lontana dal tornare quella degli anni sessanta e settanta. Risorse sprecate con molti anziani in attesa di sapere come si dice “ di che morte morire”. Eccellenze sanitarie lucane fuori dal loro luogo natio a cui vengono pure riconosciuti premi, andrebbero dati a chi resta sibila qualcuno. Dal diritto alla vita al dovere della morte?

Oreste Roberto Lanza

 

 

 

 

 

 

 

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.