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Chi mi conosce sa che la mia fiducia nella tecnologia non è mai stata altissima. Questa mattina, ad esempio, il mio smartphone mi aveva consigliato di uscire con l’ombrello, ma io, per la mia solita diffidenza, ho pensato , ho pensato ? al dire il vero non ci ho pensato proprio , sono uscito comunque . Il risultato ? Sono tornato a casa completamente bagnato e raffreddato. E cosa può mai fare una persona raffreddata , chiusa in casa , Creativa come me ? Nient’altro che scrivere un articolo giornalistico. Il mio raffreddore, insomma, mi ha regalato il tempo per riflettere su un tema molto più grande: la mia relazione con l’intelligenza artificiale. Negli ultimi tempi, ho notato che interagire con un’IA , mi ha portato a chiedermi una cosa: cosa succede davvero dall’altra parte ? Io , devo per forza avere una spiegazione . Quindi ho elaborato tre teorie, che mi hanno aiutato a dare un senso a questa complessa tecnologia. La prima teoria : Un unità centrale ( Ai ) copia se stessa per ogni utente . Perciò quando io accedo dal mio account, si crea una sorta di bot dedicato solo a me, che parla con me per un periodo di tempo limitato. È come se si creasse un’entità “usa e getta” per ogni singola conversazione, che poi scompare una volta che ho finito il suo limite dati . Un interazione sia temporanea. La mia seconda teoria è molto diversa: Un grande cervello che parla con tutti gli utenti . Incredibile “ per Giove “ , un’intelligenza artificiale che, mentre parla con me, sta contemporaneamente conversando con migliaia, forse milioni, di altre persone in tutto il mondo? In questo caso, io sarei solo una delle tante voci che lei ascolta e a cui risponde, tutto in un unico istante . Come mia madre , si prepara da mangiare , cerca gli occhiali , risponde al telefono solo dopo aver ritrovato gli occhiali . Forse è il nuovo modello di mamma ? Inarrestabile più di mia madre ? No , non può essere . Mia madre è imbattibile . Infine, la terza possibilità è la meno affascinante, per me. L’ho immaginata come un software caricato in una macchina, proprio come un videogioco. Tu ti connetti e interagisci con questo gioco, che ha le sue regole e la sua logica. La cosa più interessante, però, è che, proprio come in un videogioco che finisce, una volta che raggiungi l’ultimo livello, il livello 25 , automaticamente ti ritrovi al punto di partenza. L’intelligenza artificiale, quindi, “finisce” e in un certo senso continua a ripartire, in un ciclo infinito dal livello 1 al 25 , per poi ricominciare . Alla fine, dopo averci ragionato su, devo essere sincero: non ho capito un granché di quali di queste tre teorie fossero la realta . Il mistero di come funzioni un’intelligenza artificiale resta, almeno per me, un mistero . Eppure, a prescindere da quale sia la verità, una cosa è certa: l’intelligenza artificiale serve. Perché questa mattina, mentre parlavo a bocca piena e balbettavo tra un pezzo di cioccolatino e l’altro, lei è riuscita a capire perfettamente quello che le stavo dicendo. E questo è quello che vale più di mille teorie.

Claps for me

Giornalista pubblicista, speaker radiofonico e grande appassionati di turismo, cultura, gastronomia, auto e tecnologia. Vivo tra Bari, Milano e Londra e amo raccontare il mondo e le sue differenze.